Gli italiani hanno le tasche vuote e i consumi restano al palo

Gli italiani guardano con meno fiducia all’economia del Paese e al loro futuro. Stando ai dati diffusi dall’Istat. A febbraio 2017 il clima di fiducia dei consumatori scende per il secondo mese consecutivo passando da 108,6 a 106,6. Il peggioramento «riflette dinamiche omogenee per tutte le sue componenti: il clima economico e il clima personale mostrano segnali negativi passando, rispettivamente, da 124,6 a 121,2 e da 103,8 a 102,1; il clima corrente e quello futuro scendono,  rispettivamente, da 107,6 a 104,7 e da 111,5 a 109,6». I giudizi e le aspettative dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese, rileva ancora l’Istat, peggiorano per il secondo mese consecutivo (per i giudizi il saldo passa da -53 a -59 e per le aspettative da -28 a -37).  Secondo i dati dell’Istat le imprese mostrano, invece, più ottimismo.

Istat, il commento delle associazioni dei consumatori

«Difficile essere fiduciosi se le tasche sono vuote – osserva Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori –  Fino a che le attese sulla situazione economica familiare peggiorano, da -9 di gennaio a -12 di febbraio, i consumi non possono che restare al palo. Anche chi può spendere, se non si attende nulla di buono per il futuro, non mette mano al
portafoglio». Per Adusbef e Federconsumatori: «Questo andamento si allinea con i dati sui consumi diffusi ieri dall’Istituto di Statistica, che ha registrato come nel 2016 le vendite siano cresciute di appena lo 0,1% rispetto al 2015. Tutti indicatori che alimentano la preoccupazione per un sistema economico che non riesce ad aprirsi ad una nuova fase di sviluppo». Dura la Confesercenti: per il commercio il 2016 «è finito male e il 2017 sembra essere partito addirittura peggio. Il deterioramento del clima di fiducia dei consumatori, segnalato dall’Istat sia a gennaio che a febbraio, è infatti un segnale preoccupante che sembra confermare un andamento deludente dei saldi invernali e che potrebbe preludere ad un ulteriore rallentamento delle vendite nei prossimi mesi, dopo la frenata già registrata nel 2016».