Giorno del Ricordo, Mattarella: «Le foibe sono cicatrici della nostra storia»

«Le cicatrici dei feroci crimini nella Seconda Guerra Mondiale – che nel dopoguerra si tradussero anche in una strage di italiani, e che si accompagnarono alle sofferenze di decine di migliaia di famiglie costrette ad abbandonare case e lavoro nella zona di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate – costituiscono parte della nostra storia». A sottolinearlo, in un messaggio diffuso in occasione del Giorno del Ricordo, è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «L’Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe – ha affermato ancora il Capo dello Stato – sono state una drammatica espressione».

Messaggio del Quirinale per il Giorno del Ricordo

Forzando un po’ il ricordo di quei drammatici eventi, Mattarella ha rivendicato a merito dell’Italia dell’immediato dopoguerra il merito di aver «testimoniato» con «la sua accoglienza» i sentimenti di fraternità e solidarietà verso «i propri concittadini, originari delle terre del “confine orientale” e vittime delle dure conseguenze del conflitto mondiale». In realtà, di solidarietà gli italiani di Istria Fiume e Dalmazia ne ricevettero dai loro connazionali, soprattutto da quelli delle regioni rosse che vedevano in quei profughi altrettanti testimoni della disumanità del comunismo. «Reiterare la memoria di quei fatti – ha detto ancora Mattarella -, contribuire ad una lettura storica corretta e condivisa è il contributo prezioso di tante associazioni degli esuli e delle comunità giuliano-dalmate e istriane, base di una autentica riconciliazione che allontani per sempre la sofferenza delle spaventose violenze del passato, delle criminali pulizie etniche, dei lutti indelebilmente impressi nelle nostre comunità».

Meloni e Gasparri: «Ma il prossimo anno vada a Basovizza»

Com’era prevedibile, la non presenza di Mattarella nei luoghi del dolore ha innescato la reazione degli esponenti del centrodestra. A partire da Giorgia Meloni, presente alla cerimonia ufficiale tenutasi alla Foiba di Basovizza: «Dispiace – ha detto la leader di FdI-An – l’assenza del presidente della Repubblica, Mattarella. Perché il ricordo di quei figli d’Italia massacrati è doveroso, e perché ci ricorda che la nostra libertà non è scontata. Oggi come ieri – ha proseguito la Meloni – bisogna scegliere da che parte stare, se a difesa degli italiani o a subire i diktat stranieri. Noi non abbiamo dubbi». Prima di lei era stato il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, di FI, ad evidenziare «pacatamente, ma con sincerità» il fatto che «per il secondo anno consecutivo» Mattarella «ha impegni all’estero». Di qui l’esortazione «a partecipare anche di più». Gasparri ha parlato in conferenza stampa alla Camera dove ha presentato una mozione che sollecita il rispetto degli impegni contenuti nella legge istitutiva del Giorno del Ricordo».