Giallo sul rapimento di una suora in Mali: è sparita in una zona tranquilla

Sparita senza lasciare traccia: è mistero sulla scomparsa di una suora colombiana della congregazione delle Francescane di Maria Immacolata, rapita a Koutiala, nel sud del Mali.

Suora colombiana rapita dopo un’irruzione in Mali

Ne dà notizia l’agenzia Fides, spiegando che martedì sera (7 febbraio ndr) intorno alle 21 circa, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nella parrocchia di Karangasso, sequestrando la suora e fuggendo con l’auto delle sorelle. «Non sappiamo chi siano i rapitori. La Gendarmeria e la polizia stanno indagando. Anche i vescovi sono in zona per ottenere informazioni», ha dichiarato a riguardo don Edmond Dembele, segretario generale della Conferenza episcopale del Mali. «La zona dove la religiosa è stata rapita è tranquilla ed è questo che stupisce. Quell’area del Paese non è stata ancora toccata dall’insicurezza che colpisce altre zone del Mali», ha spiegato incredulo il sacerdote.

Il precedente del rapimento della missionaria svizzera

E così, incrociando le informazioni sul caso (modalità del rapimento compresa) con quanto asserito da don Dembele, viene da dedurre che il fatto che nella zona non operino le guerriglie jihadiste presenti nell’area settentrionale del Paese, lascia aperta quasi in esclusiva l’ipotesi di un rapimento a scopo di estorsione. Tornano alla mente, allora, le sconcertanti immagini diffuse da Al Qaeda un anno fa (era il 27 gennaio del 2016) all’epoca della divulgazione di un video in cui appariva la suora svizzera, Beatrice Stockly, rapita a Timbuktu in Mali. Nel filmato venivano definite le condizioni per il rilascio della religiosa, missionaria svizzera rapita nella sua casa di Timbuktu.