Gentiloni persevera nell’errore e non invita Putin al G7: ordini della Ue…

Sorprendente decisione del governo italiano di non invitare il presidente russo Vladimir Putin al vertice del G7 di Taormina. “Da parte della presidenza italiana del G7 non c’è alcun invito a Putin a partecipare. C’è l’esigenza, mentre manteniamo una posizione ferma sui principi, di fare ogni sforzo possibile sul terreno del dialogo. Ma questo non ha a che fare con prospettive di invito che non mi paiono realistiche”, ha detto infatti il premier Paolo Gentiloni a Londra per l’incontro con il premier inglese Theresa May. L’Italia dunque neanche in questa occasione coglie l’opportunità di prendere una decisione autonoma: decidendo la guerra alla Russia, perché così vuole l’Unione europea alla quale il governo Gentiloni, come i governi precedenti, appare completamente succube, l’Italia non fa altro che farsi del male, soprattutto alla luce delle elezioni americane: Donald Trump ha chiarito da che parte starà, e l’Italia pare decisa a seguire la Ue in una guerra ideologica contro Trump e Putin che la porterà alla rovina assieme all’Unione, o a quel che ne resta. Per inciso, ricordiamo che le assurde sanzioni alla Russia volute da Obama, e alle quali l’Italia si era subito supinamente accodata, hanno danneggiato non la Russia ma i nostri esportatori. Il governo deve fare retromarcia prima che sia troppo tardi, ma probabilmente lo farà il prossimo governo che speriamo sia diverso da questo, imbelle e fazioso. 

Gentiloni giudica Brexit e Trump pericolosi. E il voto democratico?

Gentiloni ha parlato anche della Brexit, con toni molto diversi da quelli che il governo Renzi usava in campagna elettorale, quando prevedeva catastrofi bibliche qualora la Brexit avesse vinto, catastrofi non una delle quali si è avverata: quello sul percorso post-Brexit “non sarà un negoziato semplice, sappiamo che dobbiamo affrontarlo, questo sarà l’atteggiamento dell’Italia, in modo amichevole e costruttivo, non abbiamo interesse ad un negoziato distruttivo tra Europa e Regno Unito”, ha detto infatti Gentiloni, a Londra, dopo l’incontro con Theresa May. “Dobbiamo preservare l’unità dei 27 Paesi indirizzando l’unità nel migliore accordo possibile”, ha spiegato il premier. Chissà se ha riflettuto sul perché ora nella Ue sono rimasti solo 27. “Brexit e le elezioni Usa sono una sveglia per l’Europa”, ha detto ancora il nostro premier, dimostrando di non voler e di non saper accettare l’esito democratico di un libero voto popolare, ma ostinandosi a combattere la battaglia delle sinistre contro i mulini a vento della storia. Parlando alla London school of economics, Gentiloni ha aggiunto che “abbiamo rivendicato la possibilità di lavorare per una sempre maggiore integrazione europea, ora ci rendiamo conto che è difficile farlo a 27”. “Eppure -ha ricordato- nei Trattati c’è la possibilità di andare avanti a differenti livelli. La mia impressione è che possiamo fare di più”. Dopo aver ricordato che sulla difesa comune anche Paesi come la Francia, dopo esserne stata avversaria con De Gaulle, ora ne riconosce la necessità, Gentiloni ha aggiunto che “per alcuni versi è facile prendersela con Bruxelles (scarsa democrazia, malgrado l’Europarlamento, lentezza decisionale), per altri versi sono critiche giustificate”. Ma nello stesso tempo, “la sveglia” rappresentata dalla tendenza Usa a concentrarsi su se stessi “per l’Unione Europea può essere un’opportunità: siamo la prima potenza commerciale del mondo e quindi c’è un vuoto da colmare, non è un pericolo ma un’opportunità”. Non ci sono dubbi che “la sveglia” ci sia, ma è per la Ue e per l’Italia senza personalità.