Gasparri: «Le parole della mamma del giovane suicida andrebbero lette a scuola»

Le parole dolenti della mamma del giovane sedicenne che si è tolto la vita a Lavagna andrebbero  diffuse nelle scuole, tra i ragazzi. Un manifesto contro la cultura dello sballo che in tanti si apprestano ad assecondare con scellerate iniziative parlamentari.  “Il toccante, intenso e commovente appello della mamma di Giò dovrebbe essere diffuso in tutte le scuole italiane ad esempio di come dignità e compostezza possano omunque convivere con un immenso dolore, di chi fra l’altro si è sentita doppiamente responsabilizzata nei confronti del figlio in quanto generosa madre adottiva”. Lo dichiarano in una nota congiunta, il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi, senatore di Idea. 

Un grido di dolore contro la cultura dello sballo

Questi i passaggi significativi di un discorso franco che andrebbe fatto ai ragazzi, a tutti i ragazzi: «Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi». Ancora, implora la mamma: «Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Invece di mandarvi faccine su whatsapp, straordinario è avere il coraggio di dire alla ragazza sei bella invece di nascondersi dietro a frasi preconfezionate». Nelle parole di Antonella Riccardi, non c’è rancore né rimpianto: «Non c’è colpa né giudizio nell’imponderabile e dall’imponderabile non può che scaturire linfa buona con ancora più energia per la lotta contro il male, grazie». Di fro nte a queste parole stride ancor più il ruolo degli opinionisti, dice Gasparri:  “I Gramellini vari -aggiunge Gasparri – che pontificano su testate che strizzano l’occhio alla legalizzazione della droga, possono stare tranquilli: da noi c’è solo rispetto per questa tragedia ma anche l’indignazione di dover registrare l’atteggiamento da avvoltoi del sottosegretario Benedetto Della Vedova e di Roberto Saviano, che senza nessuna conoscenza dei fatti hanno subito tentato di strumentalizzare l’accaduto per uno spot a favore della legalizzazione della cannabis”. “Addirittura con l’idea di Saviano di poterla vendere legalmente anche ai minorenni, follia mai proposta da nessuno in nessuna parte del mondo”, concludono i due senatori.