Gabbani opinionista: la mia scimmia? C’è un po’ di Marx e un po’ di Spengler

Esordisce da opinionista, sull’inserto culturale di Repubblica, Robinson, Francesco Gabbani, il trionfatore di Sanremo con la sua canzone Occidentali’s karma. E racconta come ha visto la sua canzone prendere il volo, cominciare a vivere di vita propria, diventare un tormentone, ma non giocando sull’evasione, bensì sulla filosofia. 

Tutto merito di quel balletto con la scimmia sul palco dell’Ariston, e anche del ritmo orecchiabile e poi dell’esegesi dotta che del testo si è voluta fare. Ma ormai “la canzone non mi apparteneva più”. Tutti volevano dare la loro interpretazione di Occidentali’s Karma, da Gianni Vattimo (per il quale la canzone avrebbe potuto essere scritta da Umberto Eco, interpretazione che ha quasi fatto svenire il vero autore, Fabio Ilacqua ) ai giocatore di bocce… e perché no, anche meccanici ed estetiste. Una straordinaria ricchezza interpretativa. 

Le interpretazioni colte hanno fatto il gioco di un successo insperato. Ad ognuna di esse corrispondeva un’intervista. Scrive Gabbani: “Hanno scritto che c’è dentro Kant, Shakespeare, Eraclito, Gene kelly, Marilyn Monroe, Darwin, Karl Marx e naturalmente Desmond Morris . Le mie professoresse del liceo saranno pazze di me”. Ma si è anche letto, ricorda Gabbani, che il titolo allude al Tramonto dell’Occidente di Oswald Spengler. E invece com’è nata davvero la canzone? “Io e mio fratello Filippo abbiamo sviluppato la parte iniziale legata alla musica. Fabio Ilacqua si è occupato del testo e Luca Chiaravalli ha provveduto agli arrangiamenti… quattro pittori artigiani, ognuno dei quali ha messo il suo colore, i colori poi hanno fatto il quadro e hanno colorato anche le nostre vite”. I filosofi presenti nel testo li hanno messi i quattro artigiani, altri filosofi sono arrivati a loro insaputa. Nulla di grave: “è il karma di una canzone”.