Fuoriusciti dal Pd al Dp: il nome più gettonato è Democratici e progressisti

I bersaniani lavorano alla formazione dei gruppi parlamentari, da ufficializzare la prossima settimana, e all’iniziativa nazionale a Roma che segnerà il debutto del nuovo movimento. Questa la ‘scaletta’ concordata nelle riunioni di questi giorni.

I contatti di Roberto Speranza

Roberto Speranza, allo scopo di formare i nuovi gruppi,  sta incontrando individualmente i parlamentari di area, raccogliendo conferme, adesioni ma anche i primi rifiuti ufficiali. Tra questi Andrea Giorgis, professore di Diritto, punto di riferimento su legge elettorale e riforme, in prima linea nella battaglia contro Italicum e per il No al referendum. Veniva dato addirittura per possibile capogruppo della nuova formazione. Oggi l’annuncio via Facebook: “Io, per il momento non seguirò ” la scelta di “amici e compagni che stimo e ai quali mi sento legato dalla condivisione di ideali e battaglie politiche”.

Anche il giovane Enzo Lattuca, membro della Affari costituzionali, che pure nell’ultima riunione del gruppo si era fatto promotore di una raccolta firme contro i capilista bloccati, potrebbe seguire la scelta di Giorgis. Valutazioni in corso, insomma. Mentre si intensificano i contatti con Arturo Scotto che porterebbe circa 16 deputati nel nuovo gruppo. 

I conti a Palazzo Madama 

Gli ultimi conti parlando di circa 22-23 bersaniani alla Camera a cui si aggiungerebbero i fuoriusciti di Sinistra Italiana. A Palazzo Madama l’ex-minoranza Pd fa conto su una quindicina di senatori a cui potrebbero sommarsi Luciano Uras e Dario Stefàno, già usciti da Sel tempo fa. E il nome del nuovo soggetto politico? Oggi Michele Emiliano in un’intervista ha infierito sul punto: “Non mi sembrano pronti”, ha detto sui fuoriusciti, “mancano tesi, strutture, organizzazione. Financo un nome”.

Il nome? Democratici e progressisti

In realtà del nome di sta discutendo. Il più gettonato al momento è ‘Democratici e progressisti’. “Noi siamo democratici -dicono i bersaniani- e quelli di Scotto sono progressisti. Potrebbe andare”. Insomma, stando agli acronimi, dal Pd a Dp. Per la prossima settimana si sta organizzando un’iniziativa nazionale per il lancio del nuovo movimento. A Roma, con ogni probabilità. Al momento, non ci sono numeri su quanti tra amministratori e dirigenti locali seguiranno i fuoriusciti, che però assicurano: “Stiamo ricevendo tantissime telefonate dal territorio e in molte località, dove si andrà al voto in primavera, tanti sono pronti a presentare già nuove liste”.