Emiliano: «Renzi alza la voce, maltratta gli oppositori ed è un dispotico…»

«Rimango perché ho visto che Renzi era felice che me ne andassi. Allora mi sono detto che stavo sbagliando tutto. Il campo di battaglia è il Pd». Lo dice Michele Emiliano, in un’intervista al Corriere della Sera. Quanto a coloro che hanno deciso di lasciare il partito, «non mi sembrano pronti – afferma – Mancano tesi, strutture, organizzazione. Financo un nome». Nei loro confronti, assicura, «io sono sempre stato leale. Quando mi sono avvicinato a Bersani e agli altri non ho mai parlato di scissione, ma di opposizione a Renzi. Sono loro che mi hanno spiegato che con Renzi non potevano più convivere perché alza la voce, urla. Li maltratta. Al che mi sono detto: sei un vecchio magistrato di frontiera, ne hai viste di ogni, non ti lascerai certo intimidire. Ma devo riconoscere che avevano ragione loro: Renzi non solo aggredisce, è pure anaffettivo. Napoleonico. La differenza con lui è quasi antropologica».

Emiliano: non possiamo regalare il Pd a Renzi

E poi ancora: «Io non ho promesso nulla. Mi sono preso 48 ore per riflettere. Poi con Speranza e Rossi ho parlato chiaro: lasciare il Pd nelle mani di Renzi come un regalo sarebbe un errore storico; se vogliamo cambiare il Paese dobbiamo avere un partito di una certa dimensione, capace di fare massa critica». Alle primarie, è la convinzione di Emiliano, «posso  battere Renzi anche con i loro voti. E riunificherò il Partito democratico. Ho ricevuto migliaia di messaggi: il 99% mi chiedeva di battermi dentro il Pd, non fuori». Renzi, insiste il governatore della Puglia, «vola sopra le cose e non si occupa delle persone. Ora, in un momento di sofferenza per migliaia di militanti, se n’è andato in California. Non è la prima volta: nel settembre 2015 mi lasciò come un salame ad aspettarlo alla Fiera del Levante, con la banda, le majorettes, i tricolori e tutto. Era andato a New York a vedere la finale degli Us Open di tennis». Infine, una battuta su Silvio Berlusconi: «L’ultima volta l’ho visto al Quirinale. Comunque sì, ho con lui un antico rapporto. Ogni tanto tramite la batteria del Viminale mi cerca, e ci parliamo» .