È Orlando l’anti-Renzi? «Corro per vincere». E la Bindi: prima dov’eri?

Sotto i riflettori il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, antirenziano doc in lizza per la candidatura alla segreteria del Pd. Mentre si rincorrono i commenti sulla sua scalata alla guida del Nazareno, il Guardasigilli a Palermo si concentra nell’analisi del fenomeno mafia in occasione dell’inaugurazione del circolo musicale di radio 100 Passi. Dopo aver ricordato il coraggio di Peppino Impastato, un «eroe», non sfugge alle domande sulla sua candidatura, ormai ufficiale. Da «figlio del partito», come si definisce davanti ai militanti, dovrà verdersela con un altro competitor, il governatore pugliese Michele Emiliano, in queste ore molto corteggiato dalla stampa. Ma è ottimista. «Se non pensassi di farcela, non mi sarei candidato», ha detto attaccando la politica «della prepotenza», contro cui vuole “lottare». Sarebbe disposto ad allearsi con Alfano se occorresse? «È stata un’alleanza che era legata a situazioni assolutamente contingenti. È  difficile allearsi con una forza che si chiama Nuovo centrodestra», ha detto del ministro degli Esteri.

Orlando: mi candido per vincere

A Roma fioccano i commenti e qualche pesante critica.  «L’esito del congresso non è scontato. Come si dice nel calcio: Renzi la vittoria non se la porta da casa, perché Michele Emiliano e Andrea Orlando sono due candidati alla segreteria forti», dice Rosy Bindi attaccando subito dopo il ministro della Giustizia. «Orlando aveva sostenuto Cuperlo al precedente congresso ora si candida ed è un candidato vero, forte, anche se in questi tre anni e mezzo non abbiamo mai sentito una parola di dissenso verso il presidente del Consiglio, Renzi. Adesso questi distinguo stanno emergendo…», dice la presidente della commissione Antimafia con una certa ironia. «Per quanto si stia cercando di ridurre drasticamente i tempi – ha detto ancora la Bindi – per accelerare le elezioni, cosa che io continuo a ritenere una sciagura, il congresso per Renzi non sarà una passeggiata come lo fu il precedente. Nessuno dei due candidati corre tanto per correre. Io non mi schiero ma certo andrò a votare e cercherò di aiutare chi mi sta chiedendo di dare una mano per rivitalizzare il partito». Poi avverte: «Dico a tutti “state attenti” perché l’emorragia di iscritti e la perdita di contatto del Pd con il suoi mondi di riferimento può continuare».