D’Alema: «No a scissioni nel Pd, ma serve un cambio di contenuti e di guida»

«Se prevalgono buon senso e responsabilità riprenderà il percorso ordinario che porta al congresso del Pd. Ma l’obiettivo resta la discontinuità con la stagione renziana. Serve un
cambio di contenuti e di guida». Lo dice Massimo D’Alema a Repubblica. «L’idea di precipitare verso elezioni anticipate con una legge proporzionale, con prospettiva certa di ingovernabilità, è una scelta folle. Con quale progetto? Con quale ipotesi di alleanze», spiega l’ex premier che aggiunge: «Rispetto al 2011 ci sono differenze fondamentali. Allora non c’era più un governo, oggi sì e per farlo cadere bisognerebbe provocare una crisi ad hoc. Stavolta non c’è prospettiva politica e non c’è legge elettorale. Finirebbe con lo spread a 400. E con la gente in mezzo alla strada, non so se è chiaro».  

D’Alema: non particolare predilezione per i premi di coalizione

Per D’Alema, «non ci si rende conto che siamo seduti su una polveriera». La priorità? «È la legge elettorale. Il Pd ne ha proposto cinque diverse. E non è la minoranza che rompe le scatole. Lo scontro più aspro è quello che divide l’idea di Franceschini di un premio alle coalizioni e quella di Orfini che lo vuole alla lista legge elettorale. D’Alema poi spiega: «Non ho una particolare predilezione per i premi di coalizione. E non capisco bene quale sarebbe la coalizione del Pd. Pisapia ha già detto che non ci sta. Quindi sarebbe da Alfano a Franceschini e Delrio. Mi ricorda qualcosa, si chiamava Democrazia cristiana».