Dal Vaticano il decalogo motivazionale contro la crisi delle vocazioni

Contro la crisi delle vocazioni. Gli scandali rilanciati dalla cronaca che investono prelati in fuga d’amore con fedeli devote, in Vaticano arriva un decalogo motivazionale utile a ridare incoraggiamento e sprone a preti e suore. Dall’esortazione a non cadere nelle facili promesse, all’invito a non fossilizzarsi nel passato, i Quaderni di Vita Consacrata. Laboratorio di governo (editi dalla Libreria Editrice Vaticana) – e curati dal sottosegretario della Congregazione per la Vita Consacrata, suor Nicla Spezzati (insieme a Jimenez Echave, missionario Claretiano, ufficiale nella Congregazione per gli Istituti della Vita Consacrata e a padre Santiago Gonzales Silva, preside dell’Istituto di teologia della Vita Consacrata Claretianum) – evidenziano errori e debolezze più frequenti di consacrati e consacrate per scongiurare improvvisazioni e colmare lacune.

Un vademecum contro la crisi delle vocazioni

E allora, nell’opera si guarda con preoccupazione all’«assenza di nuove vocazioni, progressiva disattivazione del percorso formativo, contrazione numerica dei religiosi/e o delle comunità, che ingenera indifferenza verso qualsiasi cambiamento». Tra le situazioni più pericolose, «perchè meno avvertite, la progressiva demotivazione dei religiosi/e o delle comunità, che ingenera indifferenza verso qualsiasi cambiamento». Ne consegue, quindi, l’invito a religiosi e a religiose è a non cadere in facili promesse e a non abbandonarsi alla rassegnazione o ad atteggiamenti troppo nostalgici. E allora, tra le righe dell’articolato volume, si chiede a preti e suore di sforzarsi nel misurarsi con la capacità di «rischiare» e, come sollecita spesso papa Francesco, di essere creativi: «La creatività per il carisma è contatto con la novità autentica e intatta, con un dinamismo che non si è piegato all’usura del tempo, che trova nel tempo storico occasione per manifestare l’inaudito»”. Su questo aspetto, alora, le religiose battono i religiosi: «Le fondazioni femminili offrono le prove più convincenti, e i progressi più arditi». E infine, particolare attenzione viene richiesta anche nella preparazione culturale dei giovani religiosi che, esorta il vademecum, non può essere legata a «letture parziali, esortative» o ridursi al racconto di «aneddoti: solo una conoscenza più critica può irrobustire la cultura spirituale, le motivazioni dell’appartenenza e della responsabilità per una fedeltà creativa».