Da noi si punta su medici abortisti, dagli Usa arriva una storia di amore per la vita

Mentre da noi si torna a dibattere e si argomenta sul diritto alla vita e sulla legge che consente, al contrario, di abortire, dall’altra parte del mondo, dagli Stati Uniti, arriva una storia di coraggio e di amore, che mette a tacere ogni sterile dissertazione teorica. Una storia che ha il valore dell’esempio.

Altro che aborto: dagli Usa arriva la storia di Keri e di sua figlia Eva

Una storia emblema di generosità, di dignità, di coraggio. Una storia che, pur trattando il caso di una bambina non ancora nata e già malata terminale, è un inno alla vita e alle sue infinite risorse. Una storia di amore e di rispetto, per una bambina che sta per nascere e che non vivrà più di qualche ora. La storia di Keri Young e della figlia che porta in grembo, affetta da anencefalia, una patologia congenita che comporta l’assenza dei centri nervosi che preludono molte funzioni vegetative e l’area dei movimenti volontari. Dunque alla piccola nascitura manca una parte del cervello, ma alla sua mamma non manca certo il coraggio di condividere la sua storia e di trasformare un dolore nella gioia di chi, invece, con gli organi della sua piccola destinata a morire, potrà vivere. Una storia che la coppia ha deciso di raccontare e di condividere su Facebook. E così, nel dicembre scorso, questa madre coraggio, tra dolore e speranza scriveva: «Questo è il perfetto cuore di nostra figlia. Ha piedi, mani, reni e fegato perfetti. Sfortunatamente non ha un cervello perfetto». E a quelle poche parole che tradiscono un’emozione profonda e la terribile consapevolezza di dover dire addio a un figlia non ancora nata, Keri allega anche l’immagine dell’ecografia.

Una coraggiosa scelta che onora la vita e il coraggio di affrontarla

Già, perché tutto si è rivelato con un’indagine ecografica fatta alla ventesima settimana di gestazione quando  i genitori di colei che si chiamerà – anche se per breve, brevissimo tempo, Eva –  hanno scoperto che la piccola sarebbe nata senza la parte superiore del cervello e del cranio, una malformazione  che causa la morte durante il parto o nei giorni immediatamente successivi la nascita. Eppure, nonostante la notizia devastante ancora non smetta di deflagrare nei loro cuori, mamma e papà di Eva messi davanti alla possibilità di un aborto terapeutico hanno scelto di non mollare: la bimba, quindi, verrà alla luce il 7 maggio e anche se la sua vita durerà poche ore, attraverso i suoi organi continuerà idealmente in quelle dei bambini che la sua donazione riuscirà a salvare e guarire. «Non è stata una decisione facile», ha confessato la mamma di Eva, che poi, sempre nel post su Fb  ha anche aggiunto: «Per le prossime 20 settimane sentirò i suoi calci, il singhiozzo, come si può immaginare siamo devastati, ma stiamo provando a vedere gli aspetti positivi di questa situazione, amare il tempo che possiamo condividere con Eva, ed essere grati per l’impatto che avrà sul mondo»… Come si diceva poco fa, una storia che è un esempio. Per tutti.