Corsa contro il tempo per salvare 400 balene spiaggiate in Nuova Zelanda (video)

 

Oltre 400 balene si sono spiaggiate in Nuova Zelanda e circa tre quarti di loro sono morte in uno dei peggiori incidenti di questo tipo che la storia del paese ricordi. Quanto accaduto sulla spiaggia di Farewell Spit, dove i volontari hanno ingaggiato una vera e propria corsa contro il tempo per cercare di salvare il maggior numero possibile di esemplari di Globicephala melas in difficoltà, ha rappresentato una vera e propria staffetta di solidarietà: la speranza, infatti, era quella di salvarne almeno 100.

400 balene spiaggiate in Nuova Zelanda

Nelle drammatiche ore delle operazioni di salvataggio, la Bbc ha inviato dal luogo del disatro immagini e riscontri sull’immane operazione di soccorso organizzata dai volontari che, presenti a decine sul posto, hanno tentato per ore di accompagnare i cetacei in mare, a fatica. Non è facile, però, riuscire a spostare quei mammiferi giganteschi, e allora, in difficoltà, hanno provveduto quantomeno a bagnarle e a idratarle con getti d’acqua e impacchi. I mammiferi sarebbero approdati su quella spiaggia dell’isola durante la notte: non tutti, però, sono riusciti a sopravvivere, e circa 300 di loro, col passare delle ore, sono morte. Non si conoscono i motivi che causano gli spiaggiamenti delle balene o dei delfini: la scienza, che indaga da anni sul fenomeno, ritiene che all’origine di queste migrazioni pericolose che culminano ormai sempre più spesso nello spiaggiamento letale, vi siano le condizioni di salute o la vecchiaia e, non ultimo, anche il sospetto che si tratti di una forma di suicidio animale. Quel che è certo, al momento, è che a causare gli spiaggiamenti possono essere occasionali errori dell’animale nell’atto di individuare la rotta da seguire, con l’eventualità che la balena poi, una volta spiaggiata, lanci un segnale alle altre che, sopraggiungendo, finiscono per incappare nella stesso, terribile epilogo…