Chieti, divieto di pipì: l’operaio se la fa sotto ma poi denuncia…

Costretto a urinarsi addosso perché il “team leader” non lo aveva autorizzato ad andare in bagno durante l’orario di lavoro: un episodio che ricorda quelli scolastici dei bambini ma che invece vede protagonista un uomo di mezza età che ha denunciato l’azienda in cui lavora, a Chieti, la Sevel, una società del gruppo FCA che si occupa della produzione dei veicoli commerciali e di alcuni monovolume con marchio Fiat, Fiat Professional, Lancia, Citroën e Peugeot.

Come racconta nelle sue pagine di cronaca Il Centro di Pescara, la denuncia è stata fatta dalla rappresentanza sindacale Usb, sollevando però anche le critiche della Fiom nazionale. Secondo Giorgio Cremaschi “questa offesa ai più inviolabili diritti della persona – scrive sulla sua pagina Facebook – non è solo frutto della prepotenza mascalzona di un ignobile capetto, ma è il risultato di un sistema che organicamente porta all’umiliazione dell’essere umano, alla cancellazione della sua stessa natura fisica. L’imperatore romano Vespasiano affermò che il danaro non puzza. È vero, ma la puzza a volta si attacca a chi quel danaro lo possiede».

Andrà fino in fondo l’operaio vessato e costretto a farsela sotto, annuncia Diego Bracciale, avvocato del foro di Chieti e legale dell’Usb. «Il permesso di assentarsi per andare in bagno non gli è stato mai concesso e quanto avvenuto dopo lede in maniera irreversibile non soltanto la dignità del lavoratore, ma soprattutto la dignità dell’uomo. Agiremo sul versante penale e civile verso chiunque, nessuno escluso, abbia un qualsiasi profilo di responsabilità in questa terribile vicenda».