Carabinieri sorprendono ladri d’auto intenti a smontarle per venderne i pezzi

Un classico del malaffare romano: solo che stavolta due suoi mestieranti alle prese con l’ultima impresa criminale sono stati beccati quasi in flagrante, se non proprio a rubare, almeno, a provare a riciclare e smerciare sul mercato: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia hanno arrestato due uomini di 48 e 36 anni, residenti ad Anzio ed Aprilia, entrambi con numerosi precedenti, scoperti all’interno di un capannone ubicato in via Tre Cannelle a Pomezia mentre stavano smontando un’autovettura rubata poco prima a Roma.

Rubano le auto e le smontano per venderne i pezzi

La solita, odiosa priatica del furto di un mezzo che poi, smontato e sezionato, viene parcellizzato e rivenduto a pezzi, in moda da rendere letteralmente impossibile ritrovare il proprio veicolo e risalire anche lontanìmente ai suoi ladri e vivisezionatori meccanici. Per questa volta, però, si è agito tempestivamente e si è praticamente colto sul fatto – e il fatto è la scomposizione in pezzi di un puzzle di un’automobile – i ladri assemblatori. Nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione di reati contro il patrimonio nella tarda serata di giovedì (2 febbario ndr), infatti, i militari transitando in via Tre Cannelle a Pomezia sono stati attirati dai forti rumori provenienti da un capannone e, controllando cosa vi fosse all’interno, hanno sorpreso i due uomini mentre stavano smontando una Mercedes rubata poco prima a Roma.

L’indagine tuttora in corso, arrestati i due ladri

Approfondendo la perquisizione all’interno del capannone sono state rinvenute moltissime parti di autovetture già smontate e «tagliate«, come si dice in gergo malavitoso, tutte di marca Mercedes e Nissan: 18 portiere, 6 cofani, 7 motori, 6 tettucci, 16 avantreni, 6 cruscotti, 9 batterie e 19 parafanghi anteriori e posteriori nonché tutti gli attrezzi utilizzati per vivisezionare e scomporre le autovetture. Il capannone e quanto trovato all’interno è stato sequestrato dai Carabinieri, che nel corso delle prime attività d’indagine sono riusciti a capire che parte dei pezzi proveniva da quattro autovetture rubate nei giorni scorsi nella città di Roma. A quanto trapela dalle indagini, allora, sono ancora in corso le attività investigative tese a capire la provenienza degli altri pezzi rinvenuti sui quali gli arrestati che hanno cancellato i numeri di telaio. I due uomini sono stati arrestati per riciclaggio di autovetture e si trovano nella casa circondariale di Velletri in attesa di convalida.