Brexit, Londra avvisa la Ue: sia corretta o faremo un paradiso fiscale

Il governo di Theresa May sta preparando le bozze di una serie di progetti di legge che puntano a ridurre drasticamente il carico fiscale sulle imprese. La mossa serve a dimostrare ai leader dell’Unione europea che, in caso di un negoziato per la Brexit non soddisfacente, Londra è pronta a mettere in pratica la minaccia di diventare una “nuova Singapore”. Secondo quanto scrive il Sunday Telegraph in un articolo che verrà pubblicato domani, il governo britannico è disposto ad usare l’arma fiscale, in grado di attrarre imprese e investimenti dall’estero a discapito dell’Europa, per ottenere un accordo commerciale equo con l’Europa.

La Brexit ha avuto già l’ok del parlamento

La rivelazione, che fa seguito a quanto in parte già proposto dal governo britannico, rischia di allarmare ulteriormente il Partito laburista, che già si era detto contrario alla prospettiva di trasformare il Regno Unito in un “paradiso fiscale”. Come si ricorderà, il governo conservatore inglese May ha presentato un Libro Bianco in 12 punti suil “divorzio” dall’Ue, il cui inizio è stato benedetto dal voto parlamentare. Illustrando il testo del Libro Bianco ai Comuni, il ministro per la Brexit, David Davis, ha ribadito la volontà di Londra di “riprendere il controllo delle sue leggi” assicurando  che “i tempi migliori devono ancora arrivare”. Nelle 77 pagine del documento si sottolinea ancora una volta il “reciproco interesse” di Londra e della Ue a mantenere un accordo commerciale “il più libero e con meno frizioni possibili”. Durante la campagna elettorale sulla Brexit, più volte Bruxelles era intervenuta a gamba tesa minacciando catastrofi in caso di vittoria del leave.