Bologna, gogna dei collettivi sulla ragazza che dissente. Manca solo la taglia

Siamo all’invito al linciaggio o poco ci manca: una valanga di critiche sta sommergendo la pagina Facebook del Cua (Collettivo universitario autonomo di Bologna), che ieri ha postato la foto in primo piano di Emilia Garuti, la studentessa 22enne che aveva osato denunciare il degrado della biblioteca di Discipline umanistiche dove ha lavorato per 4 mesi come tirocinante, attaccandola pesantemente. Garuti è anche responsabile del Pd regionale per il Terzo settore, l’Associazionismo e la legalità e dopo il post ha ricevuto offese, intimidazioni e minacce, che però, ha assicurato oggi in un nuovo post su Fb, non la spaventano. “Eccola Emilia Garuti – scriveva il Cua nel suo inquietante post -. Questa sedicente studentessa, che ha fatto il giro del web, pare farsi portavoce della versione più accreditata dagli studenti in merito alla ‘situazione 36′. Scrutando un po’ lo stesso web a lei (e a tanti altri sciacalli) molto caro, si scopre che la studentessa fa parte della segreteria regionale del Partito Democratico, nel ruolo di, guarda un po’, responsabile alla Legalità. Peccato si tratti dell’ennesimo specchio per le allodole, dell’ennesimo fasullo e menzognero stratagemma per screditare chi di ragione ne ha da vendere”.

La foto messa in primo piano con la scritta “eccola”

Il fatto di mettere all’indice la ragazza, mettendola in pericolo, con tanto di foto, non è piaciuto però alla rete che ha duramente condannato la scelta del Cua.
Il post, ad oggi, ha oltre 200 commenti, la maggior parte negativi, anche da parte di utenti vicino al Cua e alle sue rivendicazioni. “È veramente spiacevole vedere gente che si reputa di sinistra pubblicare inviti al linciaggio mediatico come questo. Vergognatevi”, scrive un utente; “Boh, mettere una foto così compagni mi pare proprio triste” è il commento di un altro e ancora: “Visto che c’è la locandina, il volto e i dati, ci volete mettere pure la taglia?“. “E avete pure il coraggio di scrivere ‘compagni, tutti a Roma’. Avete messo alla mercé della piazza una ragazza, una bibliotecaria, una donna. Solo perché ha detto la verità ripetete
qualcosa che sembra più una lapidazione sotto teocrazia che un atto di giustizia in democrazia. Vergognatevi” è un altro dei commenti di critica, fino ad arrivare a chi scrive: “Ringrazio di avere messo in evidenza la foto di questa ragazza, me l’avete fatta conoscere, così ora posso offrirle il mio sostegno e simpatizzare per lei contro l’immotivata violenza fisica e verbale che ha contraddistinto la vostra azione. Di nuovo grazie”. Offese, intimidazioni e minacce ai danni della 22enne hanno fatto scaturire la solidarietà di tanti studenti universitari e di tutto il Pd, compresa quella del segretario regionale Paolo Calvano che ha detto: “Quello che abbiamo visto accadere in via Zamboni negli ultimi giorni non rappresenta nessuno”.

Il Pd: questi collettivi non rappresentano nessuno

Niente da fare intanto per gli studenti del Cua e per gli altri universitari che avevano chiesto di entrare nella biblioteca di Discipline Umanistiche, al civico 36 di via Zamboni, per aiutare a riparare i danni fatti dallo sgombero di giovedì scorso, dopo che l’aula studio era stata occupata nell’ambito della protesta anti-tornelli. Il Cua chiedeva anche che gli studenti potessero recuperare libri ed effetti personali rimasti dentro la biblioteca. “L’Ateneo – fa sapere l’Alma Mater – ha accolto con grande favore l’offerta di moltissimi studenti di dare una mano a rimettere in sesto i locali danneggiati della Biblioteca di Discipline Umanistiche. Si tratta di un gesto generoso e responsabile. Tuttavia, al momento, non è possibile per motivi di sicurezza fare accedere studenti e studentesse all’interno della struttura”. “Nell’attesa di ripristinare il servizio – spiega l’Università di Bologna – , l’Ateneo si sta adoperando per riattivare il prestito dei volumi custoditi nella Biblioteca, avvalendosi del supporto di alcune biblioteche vicine”.

(foto Resto del Carlino)