Bocciare alle elementari? La ministra Fedeli dice sì, gli insegnanti bocciano lei

Bocciare gli alunni già alle elementari: giusto o sbagliato? Il tema, con l’avvicinarsi della fine dell’anno scolastico, torna d’attualità. E il dibattito è antico.

La ministra Fedeli: bocciatura fin dalle elementari

Quello che non era emerso con chiara evidenza era che la nuova ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, durante un consiglio dei ministri di metà gennaio ha insistito affinché nelle leggi delega sulla riforma della “buona scuola” venisse mantenuto il permesso di bocciare alle elementari. Una scelta in controtendenza, anche rispetto all’orientamento degli altri ministri, in particolare il ministro della Giustizia Orlando, il quale si è battuto per mantenere nelle leggi delega l’abolizione della bocciatura. Ma senza successo perché Valeria Fedeli ha stabilito, come scrive oggi La Stampa, che quel punto è non negoziabile, pur concedendo che il bambino deve risultare non ammesso solo in “casi eccezionali e comprovati”. 

Insegnanti in rivolta: la scuola sia inclusiva 

Così è partita su Change.org una petizione per chiedere di cancellare la possibilità di bocciare anche nella scuola primaria, che in una settimana ha raccolto oltre seicento firme, molte di nomi che hanno un peso e un ruolo nel mondo della scuola, della pedagogia e della formazione. Ma sono in particolare insegnanti e pedagogisti ad opporsi alla norma difesa a spada tratta dalla ministra Fedeli. Il dato di partenza da cui parte la loro riflessione è allarmante: nell’anno scolastico 2015/16 le bocciature nella scuola primaria hanno riguardato 11.071 bambini. Un risultato molto negativo per una scuola che si pretende “inclusiva”. «Come insegnanti e pedagogisti respingiamo l’idea che la nostra scuola dopo cinquant’anni non abbia ancora compreso che non può respingere nessuno alla primaria ma può solo far valere l’articolo 3 della nostra Costituzione anche per i bambini che sono cittadini alla pari dei “grandi”».