Berlusconi in Procura: da accusato a parte lesa. E si toglie un sassolino…

Disteso, collaborativo a tratti scherzoso. Così Silvio Berlusconi si è presentato dai magistrati titolari del fascicolo relativo ai presunti pagamenti fatti dall’ex premier alle olgettine per condizionarle, secondo l’accusa, nelle loro testimonianze. Questa volta però i panni rivestiti dal leader di Forza Italia erano quelli della parte offesa anche se indagato in procedimento connesso per la tentata estorsione subita da una ragazza che da lui avrebbe preteso un milione per non rivelare a magistratura e stampa particolari che avrebbero potuto ‘rovinarlo’. Per questa vicenda la ragazza, Giovanna Rigato, è infatti indagata e l’ex premier è parte offesa. Dalle stanze dei magistrati trapela poco della deposizione. Un particolare però è emerso. Un Berlusconi in ottima forma che, a quanto pare, ha reagito con prontezza alla battuta di uno dei Pm che gli ha ricordato come il fascicolo (sui presunti pagamenti alle sue ex ospiti, ndr) sia aperto dal 2013 e lo ha invitato a non accusarli di interferire con il suo percorso politico ora che sembra intenzionato a tornare in campo completamente. Berlusconi avrebbe perciò prontamente replicato dicendo al Pm che si’, il fascicolo ha già qualche anno, ma che è stato aperto proprio per impedirgli di tornare a ricoprire cariche politicamente importanti. Dopo circa due ore di colloquio con i magistrati Silvio Berlusconi ha lasciato gli uffici della Procura di Milano senza rilasciare alcuna dichiarazione. Nel colloquio con gli inquirenti Berlusconi ha ribadito la sua accusa: la ragazza (già indagata) avrebbe chiesto circa un milione di euro per non parlare di particolari accaduti in una delle serate ad Arcore. E naturalmente il Cavaliere e i suoi legali hanno ravvisato il tentativo di estorsione.