Berlusconi non cede alle lusinghe del Pd e attende le motivazioni della Consulta

Silvio Berlusconi non ha nessuna fretta di  tornare a Roma. E potrebbe rimanere ad Arcore anche questa settimana. Fino a quando non arriveranno le motivazioni della Consulta  sull’Italicum, spiegano fonti azzurre, c’è poco da dire e da fare.  Solo allora Berlusconi prenderà le sue decisioni con un ufficio di  presidenza ad hoc, per ora solo nell’aria: dovrebbe essere convocato la prossima settimana, una volta lette le “ragioni” della Corte Costituzionale.

Il leader di Forza Italia  sta alla finestra, in attesa di capire con che sistema  elettorale si andrà a votare. Non ha mai tifato per le urne a giugno,  invocate da Matteo Renzi, Lega e FdI. Berlusconi, raccontano, non  intende cedere alle lusinghe degli ambasciatori renziani (pronti, anche in queste ultime ore, a rilanciare sul premio di coalizione e a fare altre concessioni sulla riforma elettorale).

Berlusconi vuole votare il più in là possibile,  prima di tutto perché così ha più tempo per provare a rimettere  insieme il centrodestra, poi perché, spiegano, più Renzi si  indebolisce, logorato dalle divisioni del Pd, meglio è. Non solo: il  presidente di FI spera sempre di essere riabilitato dalla Corte europea di Strasburgo e, sottolineano fonti forziste, «ogni giorno che passa è tanto di guadagnato».

Andare alle elezioni adesso, poi, con due leggi elettorali non omogenee tra Camera e Senato, spiegano a palazzo Grazioli, sarebbe un  “vero e proprio pasticcio”. Meglio aspettare e andare cauti. Intanto,  domani, alle 13, si riunirà il direttivo del gruppo azzurro della  Camera con all’odg la situazione politica, a cominciare proprio dalla legge elettorale.