Bergoglio il “buono” ha spedito il dissidente Burke in un’isola sperduta

Mai fidarsi dei troppo “buoni”: spesso sanno usare il randello meglio dei “cattivasti”. Non fa eccezione Papa Bergoglio. A farne sarà il cardinale Raymond Leo Burke, capofila tradizionalista ostile al pontificato di Francesco, dovrà partire in missione per conto del Papa. Destinazione: l’isola di Guam, in Oceania. A circa 18 ore di volo e 18mila chilometri di distanza dal Vaticano. Motivo? Burke dovrà chiarire un caso di pedofilia riguardante un arcivescovo della piccola comunità da 165mila abitanti. Si tratterà quindi di istruire il processo canonico che dovrà seguire i nuovi rigidi criteri imposti dalle direttive papali in questi casi. E servirà molto tempo, quanto basta per tenere lontano il cardinale tradizionalista e dissidente.
Tanto per dirne una, Burke è stato in passato al centro di proteste violente per un testo che paragonava l’attivismo per i diritti gay al terrorismo islamico. Proprio il tema dei gay, tra gli altri, è uno dei punti sui quali la linea di Burke diverge da quella di Bergoglio e della linea sinodale più progressista: il contrasto era già evidente durante le due sessioni del dibattito voluto dal Papa nel 2014 e 2015. Ma è nelle ultime settimane che la frattura sembra essere diventata insanabile. Ecco allora la decisione di mettere per lungo tempo fuori combattimento il fiero oppositore della linea Bergoglio.