Arezzo, decesso choc in corsia: un’interrogazione cerca il perché

Sulla morte in corsia di Cinzia Patricolo, una giovane donna deceduta nell’ospedale San Donato di Arezzovicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana, Stefano Mugnai (capogruppo FI) vuole vederci chiaro. O quanto meno eslcudere che non si tratti – come possibile – di un ennesimo decesso provocato da errori o disattenzioni da addebitare ad una cronica malasanità

Mugnai (FI), un’interrogazione per la verità su un decesso choc in corsia

E allora, per chiedere chiarezza e conto a chi di dovere sulla morte di quella sfortunata paziente, Mugnai ha presentato un”interrogazione in cui chiede alla Giunta di rispondere in forma scritta su quello che definisce “un episodio di malasanità che è costato la vita ad una giovane donna”. Mugnai richiama prima i fatti in premessa: “Si apprende, della scomparsa prematura di Cinzia Patricolo di 47 anni – scrive l’esponente di Forza Italia – al San Donato di Arezzo, dopo essere stata portata al Pronto Soccorso giovedì 2 febbraio verso le 8,30 per forti coliche intestinali. In base a quanto si riesce a ricostruire dalla stampa e tramite i social network dei familiari – si legge ancora nell’atto – verso le 11 sono iniziati i primi accertamenti, tra cui anche una tac, con la quale le sarebbe stata diagnosticata una pancreatite. Solo verso le ore 20 subentra l’arresto cardiocircolatorio. Dopo un’ora di rianimazione i medici riescono a far ripartire il cuore”.

Il drammatico resoconto delle ultime ore di vita della vittima 

Un racconto drammatico, quello reso da Mugnai nell’interrogazione volta a ricostruire gli accadimenti e a dare un perché a questa morte improvvisa che ha choccato non solo i familiari della povera vittima, che prosegue: “Sottoposta nuovamente a tac i medici si accorgono del vero problema della paziente: intestino ritorto, ma purtroppo, nella notte, la donna non riesce a superare l’operazione alla quale era stata sottoposta. Oggi dovrebbe essere svolta l’autopsia disposta dalla pm Laura Taddei. A quanto si apprende dalla stampa, anche la Asl dovrebbe far partire un’indagine interna per accertare eventuali responsabilità”. Per questo, conclude MUgnai nel suo atto di denuncia e di richiesta di verità, “considerato il ritardo con il quale i medici sono arrivati alla diagnosi esatta e il calvario clinico subito”, si interroga l’assessore regionale alla Sanità “per chiedere di fare rapidamente, ed in maniera trasparente, chiarezza sull’episodio di
malasanità che è costato la vita ad una giovane donna”. Ennesima vittima di responabilità che andranno accertate, sulla cui verità c’è ancora molto da appurare.