Altro che “Muslim ban” di Trump: in Libia alle donne è proibito viaggiare…

Fa discutere in Libia l’annunciato divieto imposto dalle autorità dell’Est del Paese che proibisce alle donne di uscire dai confini nazionali se non in compagnia di un tutore, un parente di sesso maschile. Il contestato divieto risale a giovedì scorso, riguarda le libiche con meno di 60 anni ed è stato concepito dal generale Abdul Razzaq Al-Nazhuri, governatore militare della Libia orientale e comandante della Operazione Dignità nominato dal generale Khalifa Haftar, legato alla camera dei rappresentanti di Tobruk. Il giornale Libya Herald scrive di una “crescente rifiuto” in risposta al divieto del generale, di condanne che arrivano anche da componenti della camera dei rappresentanti oltre che dagli attivisti sui social media.

Libia, condanne da più parti al provvedimento

Tra le condanne spicca quella del principe Idris al-Senussi: “Dobbiamo difendere i diritti delle donne – ha detto al Libya Herald – Uomini e donne hanno gli stessi diritti”. “Credo nella libertà di movimento delle donne e degli uomini nel Paese – ha aggiunto – È un diritto fondamentale”. Per Ziyad Daghim, deputato di Bengasi della camera dei rappresentanti, il generale ha superato i limiti della sua autorità. Ieri in tv, ricorda il Libya Herald, il generale Al-Nazhuri ha difeso la decisione presa – che ricorda il sistema tutelare maschile dell’Arabia Saudita – parlando di motivi di “sicurezza”, di presunti casi di libiche accusate di contatti con servizi d’intelligence stranieri e precisando che il divieto esclude le libiche che siedono alla camera dei rappresentanti o lavorano per il governo. “Abbiamo scoperto che servizi d’intelligence stranieri hanno reclutato le nostre donne con la copertura delle istituzioni della società civile”, ha sostenuto il generale nelle dichiarazioni alla tv Libya Alhadat.

(Foto Libya Sos)