Alla Camera nasce il gruppo dei democratici e progressisti: sono in 37

Sono 37 i parlamentari scissionisti, quelli che hanno fatto le valigie dal Pd di Renzi (20) e da Sel (17). Nasce così il gruppo parlamentare del Movimento democratico e progressista. La riunione prima riunione è stata aperta da Roberto Speranza che ha proposto come capogruppo l’ex dem Francesco Laforgia, eletto subito all’unanimità. 

Nasce il gruppo dei democratici e progressisti

L’assemblea dei deputati del Mdp ha eletto inoltre vicecapogruppo vicario Francesco Ferrara, ex vendoliano di Sel.  Sono vicecapigruppo Delia Murer e Lara Ricciatti. Tesoriere del gruppo è Danilo Leva. «Dobbiamo aggredire il grande spazio politico esistente. Molte adesioni sono arrivate in queste ore – ha detto Speranza – la forza dei nostri gruppi parlamentari è uno dei punti di partenza. Dobbiamo costruire insieme il progetto politico da far vivere fuori, nel Paese».

Le liti sui posti in Aula

Resta aperta la questione dei seggi da occupare in aula: i Democratici e progressisti vorrebbero sedersi all’estrema sinistra dell’emiciclo di Montecitorio, ma il Pd non vuole mollare l’ala sinistra e sarebbe disposto a lasciare ai fuoriusciti gli scranni più a destra. Proprio come accadde nel 1975, quando il Pci, con l’allora capogruppo Giorgio Napolitano, negò a Democrazia proletaria, il neonato partito guidato da Mario Capanna, di sedersi alla sua sinistra. Non si fermano neppure le polemiche sulla scelta del nome. «Democratici e Progressisti”, infatti, si chiamava anche una lista civica che nel 2014 appoggiò in Calabria la candidatura del governatore Mario Oliverio.