Alemanno al fianco degli ambulanti contro la Bolkestein: il lavoro va difeso

Si sono riuniti tutti davanti al Senato, gli ambulanti in protesta contro la direttiva Bolkestein – dal nome del commissario della Commissione Ue guidata da Romano Prodi – e in pressing per la proroga delle licenze. La manifestazione che si è svolta davanti a palazzo Madama, dove era previsto il voto sul ddl di conversione in legge del decreto-legge Milleproroghe, che i commercianti ambulanti riuniti nelle associazioni di categoria considerano vitale per stabilire una proroga di due anni della scadenza delle concessioni delle attività commerciali sulle aree pubbliche. Il provvedimento in discussione al Senato allinea l’Italia alle decisioni già prese in materia da diversi altri stati europei.

Alemanno in piazza con gli ambulanti

Alla manifestazione hanno partecipato 2-300 commercianti che hanno formato un picchetto lungo corso Rinascimento e bloccato il traffico, che i vigili urbani hanno deviato su altre strade limitrofe. Gli ambulanti erano controllati da un cordone di Polizia, che impediva di fatto ai manifestanti di avanzare verso il portone dell’ingresso principale di palazzo Madama. «Siamo qui a manifestare perché abbiamo saputo che la prima Commissione Affari Costituzionali del Senato è riunita per approvare un emendamento che fa partire da subito i Bandi di concorso della Bolkestein, e il termine governativo del 31 dicembre 2018 non è più di proroga alle concessioni, ma termine ultimo per rinnovare ai nuovi concessionari vincitori di concorso». Così uno dei manifestanti ha spiegato le ragioni della protesta degli ambulanti anti Bolkestein, e tra loro – tutti muniti di fischi e trombe e impegnati a intonare cori di protesta e slogan – c’era anche il leader di Azione Nazionale, Gianni Alemanno che ha confermato, ancora una volta, di essere «impegnato a fianco dei commercianti ambulanti in lotta contro la Direttiva Bolkestein perché si tratta di decine dì migliaia di famiglie che rischiano il posto di lavoro».

Le rivendicazioni degli ambulanti davanti al Senato

E «tutto questo – ha psoeguito Alemanno – solo per ottemperare ad una cervellotica Direttiva che non garantisce la concorrenza, ma consegna il commercio ambulante ai grandi gruppi economici che possono gestire i bandi di assegnazione. Il Parlamento deve ascoltare la voce di chi – ha concluso allora l’ex sindaco di Roma – sta in piazza a difendere il proprio posto di lavoro». E mentre in aula era in corso l’incontro presso la competente commissione del Senato, e fuori la viabilità e la calma venivano ripristinati con cautela, uno dei manifestanti riassumeva in pillole l’intera questione e giornata di protesta dichiarando: «Nessun diritto acquisito, nessun rispetto per gli avviamenti commerciali, aziende commerciali azzerate. Quello all’esame è un esproprio di Stato ai piccoli e micro commercianti; quella che si profila all’orizzionte una battaglia per il lavoro contro le multinazionali e la grande distribuzione che vogliono far uscire dal mercato ogni possibile forma di concorrenza».