E adesso l’Unione Europea vuole il carcere per i clandestini da rimpatriare

Da un lato i rimpatri, con una raccomandazione sulle misure drastiche pretese dagli stati membri e inattuabili in Italia, dall’altro i ricollocamenti mancati, con un documento che arriverà domani e potrebbe aprire la procedura di infrazione nei confronti di quanti hanno alzato i muri e bloccato l’agenda Junker. Il testo licenziato dai commissari, con la lettera di raccomandazione inviata a Roma, stigmatizza anche le lentezze di casa nostra in materia di “relocation”, si legge su “Il Messaggero“.

Bruxelles alza la voce dopo anni di silenzio

Il nuovo pacchetto Ue in materia di immigrazione invece, annunciato per domani, rischia di diventare un problema italiano soprattutto in relazione ai cosiddetti irregolari: prevede persino l’espulsione dei minori in età scolare. È probabile, comunque, che il documento subisca ulteriori limature prima dell’approvazione dei commissari. Sembra esclusa, ma solo momentaneamente, invece, la procedura di infrazione nei confronti di Ungheria, Polonia e Slovacchia e degli altri paesi che non hanno accolto neppure un migrante da Italia e Grecia come previsto dal Consiglio.

Da Bruxelles una lunga serie di fallimenti

L’ultimatum di Bruxelles che, come il report diffuso lo scorso 8 febbraio stigmatizzerà i punti deboli di un programma già fallito (98.255 richiedenti asilo, 34953 dall’Italia, e 63.302 dalla Grecia) però porta dritto in questa direzione.   La procedura di infrazione sui ricollocamenti per i paesi che sono venuti meno al piano Junker sembra altamente improbabile. Pende ancora a Lussemburgo il giudizio sul ricorso presentato da Slovenia e Ungheria sulla violazione del principio di sussidiarietà.