L’accordo Italia-Libia denunciato dai giuristi: «Era meglio quello del 2008»…

Un accordo frutto di una “usurpazione del potere che danneggia la Libia e i suoi interessi”. È su questa base che un gruppo di sei cittadini libici, tra cui Salah
Marghani, ex ministro della Giustizia dal 2012 al 2014, e l’avvocatessa Ezza al-Maqhour, hanno presentato un ricorso contro il memorandum sui migranti siglato di recente tra Italia e Libia, in occasione dell’ultima visita a Roma del presidente del Consiglio presidenziale libico, Fayez al-Serraj. Il ricorso, rivolto contro Serraj e i rappresentanti legali dei ministeri degli Esteri, della Difesa e dell’Interno libici, fa presente che “il memorandum contiene norme che violano il patto di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia siglato a Bengasi nel 2008″, si legge nel documento. In particolare, il memorandum – secondo i giuristi – “viola la sovranità nazionale libica garantendo all’Italia di intervenire nel controllo dei confini marittimi e terrestri”, cosa che nell’accordo del 2008 “la Libia non aveva accettato” di consentire.

I giuristi chiedono di fermare l’accordo

Con la sigla del memorandum – sostengono i ricorrenti – Serraj “ha esercitato un potere che non detiene”, senza contare che il recente accordo “trasforma la Libia in un centro per la gestione dei flussi migratori verso l’Europa con tutti i rischi di generare un clima di odio e razzismo” e di creare dei veri e propri “centri di detenzione per migliaia di migranti”. Il ricorso chiede quindi alla Corte d’appello di Tripoli di “prendere in esame con urgenza” la questione e di “fermare l’attuazione dell’accordo fino al giudizio definitivo sull’argomento”. Intanto si apprende che il presidente del Consiglio presidenziale libico Fayez al-Serraj e il comandante dell’esercito nazionale libico Khalifa Haftar “sono arrivati al Cairo” nel tentativo da parte delle autorità egiziane di “avvicinare i loro punti di vista”. È quanto rivela ad Aki-Adnkronos International una fonte libica ben informata residente nella capitale egiziana.