Vent’anni fa moriva Ivan Graziani, un disco speciale ne celebra l’opera

A venti anni dalla scomparsa prematura di Ivan Graziani, avvenuta il primo gennaio 1997, la Sony Music pubblica il 27 gennaio il triplo cofanetto dal titolo Rock e Ballate per Quattro Stagioni“.

46 canzoni

46 canzoni in 3 dischi celebrativi di un progetto davvero unico nella discografia dell’artista, a cui ha collaborato la signora Anna Bischi Graziani, vedova del cantautore e chitarrista rock per eccellenza della musica d’autore: due cd raccolgono gran parte del meglio del repertorio dell’artista; il terzo contiene,Per Sempre Ivan, nella sua grafica e contenuto originali, il disco postumo prodotto e realizzato da Renato Zero, a cui hanno collaborato (e, in alcuni casi, duettato con Ivan) anche Antonello Venditti, Biagio Antonacci, Umberto Tozzi, Filippo Graziani e Alex Baroni. Undici tracce scritte da Ivan, tra cui la struggente ”Vita”, riletta a posteriori (”Vita, e che non si dica che io non ti ho vissuta mai vita”); duetti, con Antonacci (“Porto Canale”), Baroni con Tozzi (“E’ stato un viaggio”) e Zero con Venditti (“Foto di gruppo”). L’omaggio sincero e sentito di un gruppo di amici a chi è andato via troppo presto. 

Un disco da collezione

Un progetto discografico da collezione, quindi, con all’interno alcuni disegni originali di Ivan, un pensiero di Tonino Guerra e la presentazione scritta dal giornalista John Vignola. ”Il titolo del progetto non solo parafrasa una canzone di Ivan ma delinea anche i tratti caratteristici delle sua musica, sempre più icona e mentore inconsapevole per le generazioni successive di artisti, che hanno attinto ispirazione e contenuti dal suo repertorio di ballate e rock ”, afferma Daniele Mignardi, che ha curato il progetto discografico.  

Fumettista, scultore, scrittore, chitarrista e cantautore, Ivan Graziani ha rappresentato l’anomalia nella musica italiana per la sua spiccata propensione a non essere ”catalogabile”, capace di lucide invettive contro alcuni vizi e vezzi del costume sociale dilagante e di emozionanti ”piani sequenza” sulla vita della provincia italiana, che ha saputo raccontare come pochi altri. La sua è stata la chitarra rock per eccellenza della musica d’autore.