Tutti insieme nel listone col Pd? Alfano dice no, e Orfini rinnega anche l’Ulivo

Il tema del listone unico con dentro Pd e Alfano lo ha lanciato Antonio Polito, vicedirettore del Corriere, su Twitter. Voci, indiscrezioni, rumors. Intanto arriva il no di Giuliano Pisapia: “Sarebbe un incubo”. E anche il No di Alfano: “No, zero assoluto. Io non soffro di incubi. Se ne ho avuto qualcunoè stato migliore o peggiore ma non uguale a questo”.

Orfini: né listone, né Ulivo, il Pd può farcela da solo 

Sul tema si pronuncia anche il presidente Pd Matteo Orfini, per il quale il listone ipotizzato sarebbe “l’errore più grave”. “Mi pare utile per il paese che non si vada a votare oltre giugno”.Orfini spiega inoltre che “la prossima settimana proporremo a tutte le forze parlamentari incontri politici per verificare disponibilità a cambiamenti di merito, a partire dalla nostra proposta: il Mattarellum” o “un’ipotesi alternativa che ci trovasse d’accordo”. Altrimenti, “si può votare subito con questa legge”.

Ma il Pd può puntare al 40%? “Segnalo a tutti – dice ancora Orfini – che il Partito democratico ha preso il suo massimo storico alle Europee con il proporzionale puro. Noi abbiamo preso il 40 per cento mettendo al centro il nostro progetto di cambiamento del paese. Il fatto che non rinunciamo alla nostra vocazione maggioritaria lo voglio dire anche a chi rimpiange la stagione dell’Ulivo e dell’Unione. Io me le ricordo quelle stagioni in cui eravamo appesi a Turigliatto e Pecoraro Scanio e in cui la spinta riformista di una grande personalità come Romano Prodi era annacquata da una coalizione necessaria per vincere ma che diventava un ostacolo quando eri al governo. Proprio per questo facemmo il Pd”.

Gasparri: Renzi ha paura dell’Ue per questo vuole il voto 

Dietro la fretta di Renzi di andare al voto, secondo Maurizio Gasparri (FI), non c’è la volontà di soddisfare la domanda di democrazia che sale dal Paese. Renzi vuole il voto subito “ma solo per evitare le conseguenze dei suoi conti truccati. Infatti l’Italia rischia la procedura di infrazione dall’Ue, una manovra di aggiustamento immediata e un’altra lacrime e sangue a settembre. Tutto ciò perché Renzi ha truccato i conti”.

Brunetta: omogeneizzare i sistemi di voto

Forza Italia non sembra avere fretta di andare al voto: “Le due leggi elettorali che abbiamo in questo momento per Camera e Senato – dice Renato Brunetta – non garantiscono nei due rami del Parlamento maggioranze omogenee. Bisogna omogeneizzare, come ha detto il presidente Mattarella, i due sistemi di voto, e solo dopo si potrà andare al voto”.