Turchia, la retata delle mogli: arrestate 105 donne di presunti golpisti

È stata una retata in piena regola quella ordinata dalla Procura di Ankara nell’ambito delle indagini sul tentato golpe di luglio. Ma a finire in manette sono state stavolta le moglie dei militari sospettati di avervi partecipato a diverso titolo. In 105 sono state arrestate con l’accusa di aver finanziato la rete dell’imam Fethullah Gulen, considerato regista del fallito colpo di Stato. 

L’accusa a carico delle mogli dei militari

Tra le donne per cui la procura ha ordinato l’arresto vi sono le mogli di due colonnelli e di 40 maggiori. In particolare l’accusa sostiene che abbiano avuto contatti con i presunti golpisti di Gulen e che abbiano eseguito transazioni economiche attraverso la Bank Asya. Lo stesso istituto di credito era stato messo sotto sequestro proprio perché accusato di avere legami con la rete golpista. 

L’estensione dello stato di emergenza

A riferire degli arresti delle donne è stato il quotidiano turco Hurriyet, aggiungendo che le operazioni sono ancora in corso e che sono molto estese: riguardano 31 province del Paese. Si tratta di ore in cui, inoltre, è attesa l’estensione dello stato di emergenza nel Paese. La misura, secondo quanto annunciato dal premier turco Binali Yildirim, dovrebbe essere discussa e votata in settimana. Si tratta di una ulteriore proroga di tre mesi, dopo quelle già deliberate a partire da luglio.