Trump riapre Guantanamo e le prigioni segrete della Cia chiuse da Obama

Donald Trump vuole rimettere in funzione le prigioni segrete della Cia chiuse da Barack Obama nella sua prima settimana alla Casa Bianca nel 2009. Una mossa che non dispiacerà al popolo americano. E che si accompagna con altre due misure antiterrorismo: mantenere operativo il campo di prigionia di Guantanamo e inserire i Fratelli Musulmani nella lista delle organizzazioni terroristiche.

E’ il New York Times, bestia nera del neo-presidente Donal Trump, a rivelare che queste decisioni potranno essere al centro, prossimamente, di nuove iniziative del presidente in questa prima settimana alla Casa Bianca.

Secondo una bozza di progetto che il Nyt è riuscito a procurarsi, l’ordine esecutivo avvierebbe una revisione per decidere se «reintrodurre il programma di
interrogatori di terroristi di spicco fuori dal territorio degli Stati Uniti, e se questo programma debba includere l’uso di centri di detenzione gestiti dalla Cia».

Nella bozza, dove sovrabbondano i “se”, e che appare più come un’ipotesi di studio che come un progetto in fase avanzata, viene specificato che nessuna persona, detenuta dagli Stati Uniti, può, in nessun momento essere sottoposta a tortura, trattamenti crudeli, inumani o degradanti, come previsto dalla legge americana ed internazionale».

Trump, secondo le ipotesi del New York Times, sta valutando però la possibilità di un secondo ordine esecutivo con cui ordinare la revisione dell’Army Field Manual per determinare se ritornare all’uso di alcune «tecniche di interrogatorio rinforzato».

Durante la campagna elettorale, il neo-presidente Donald Trump si è più volte detto favorevole al cosiddetto “water boarding“, una tecnica di interrogatorio che prevede di legare l’eventuale terrorista a testa in giu su un’asse. L’asse viene poi inclinata in maniera che il terrorista finisca con la testa sott’acqua – talvolta acqua molto salata – ed abbia la sensazione di soffocare. Il trattamento viene ripetuto più volte fino a quando l’interrogato cede e parla.

L’eventuale ordine di Trump riporterebbe in vigore gran parte delle misure anti-terrorismo adottate durante l’amministrazione Bush. A cominciare dalla prigione di Guantanamo che l’ex-presidente Obama non è riuscito a chiudere, come ha tentato di fare dal primo giorno del mandato, ma ha praticamente svuotato lasciando solo 41 detenuti, degli oltre 700 che sono stati incarcerati, senza formale incriminazione, dal 2001 in poi.

La Casa Bianca starebbe, poi, valutando anche un terzo ordine esecutivo per chiedere al segretario di Stato di determinare se inserire i Fratelli
Musulmani nella lista delle organizzazioni terroristiche, mossa che viene chiesta da Egitto ed Emirati Arabi Uniti.