Trump: «Mi accontenterò di un dollaro l’anno». Ma la legge non lo consente

Se quello di presidente degli Stati Uniti, come si dice, è veramente il lavoro più stressante del mondo, Donald Trump ha deciso di farlo gratis. Il nuovo presidente, prima in campagna elettorale e poi subito dopo l’elezione, in un’intervista al programma 60 minutes della Cbs ha annunciato di voler rinunciare
allo stipendio. “Non so nemmeno quanto dovrei prendere”, aveva detto dei 400mila dollari all’anno previsti per la carica. Trump ha assicurato che si accontenterà di un simbolico dollaro. La domanda è, la legge gli consente di farlo? L’unica cosa certa è che il nuovo presidente Usa dello stipendio non ha bisogno: Forbes gli attribuisce una fortuna personale di 3,7 miliardi di dollari, collocandolo al 156esimo posto nella classifica dei 400 individui più ricchi degli Usa e al 324esimo posto nella classifica dei miliardari globali. 

Trump non può rifiutarsi di essere pagato

Altra cosa certa è che lo stipendio presidenziale è fissato per legge (Capitolo 2 del Titolo Terzo dello United States Code). Quindi, Trump non può rifiutarsi di essere pagato per l’incarico che svolgerà. Accadde lo stesso a George Washington, si legge nei libri di storia, che tentò di rinunciare alla presidential compensation, ma alla fine ricevette lo stesso i 25mila dollari all’anno previsti all’epoca.  Trump potrebbe quindi decidere di donare i 400mila dollari in beneficenza. Ci sono dei precedenti nella storia. Lo fece John Kennedy e lo fece anche Herbert Hoover, altro presidente milionario. In parte, lo ha fatto anche Obama, nel 2013, restituendo al Tesoro il 5% del suo stipendio, quando il famoso “government shutdown” lasciò i dipendenti federali senza stipendio. Un’altra cosa certa è che Trump, così come tutti i presidenti Usa, al pari di ogni cittadino, dovrà comunque pagare le tasse sullo stipendio presidenziale che gli è assicurato dalla legge. Il principio, spiega bene un dettagliato articolo di Forbes, vale anche nel caso in cui i 400mila dollari verranno donati in beneficenza e in questo caso il tycoon potrà successivamente chiedere una deduzione. Eventualmente, se ne dovrebbe trovare traccia nella sua dichiarazione dei redditi, se e quando Trump (non l’ha ancora fatto, a differenza di tutti gli altri candidati a cariche elettive) la renderà pubblica.

(foto Vos iz neias)