Trump mantiene le promesse: si farà il muro al confine con il Messico

Lo slogan bandiera della campagna elettorale diventa un ordine esecutivo del presidente. Gli Stati Uniti costruiranno «immediatamente» il muro al confine con il Messico. Donald Trump da concretezza a quella che a molti osservatori era apparsa un’esagerazione per prendere voti, con queste parole: «Una Nazione senza confini non è una Nazione. Da oggi ci riprendiamo i nostri confini. Salveremo migliaia di vite, milioni di posti di lavoro e milioni di dollari. Lo faremo insieme al Messico e le relazioni tra noi e il Messico saranno ancora migliori». Sulla carta è un’impresa smisurata anche per gli Usa: la frontiera meridionale si estende per circa 3.200 chilometri. In realtà 1.070 chilometri sono già protetti da barriere di vario tipo: murature, palizzate, reti colati, recinzioni elettroniche, filo spinato. Tutto insufficiente, secondo il nuovo leader americano, si legge su “Il Corriere della Sera“.
 
Ordine esecutivo di Trump per costruire il muro
 
I progetti tecnici si intrecciano con le variabili politiche. «Chi pagherà per il muro?» gridava Trump nel momento «clou» dei comizi. «Il Messico» ruggiva la folla. Ieri il neo presidente ha sostanzialmente confermato che «i contribuenti americani sosterranno i costi iniziali, ma verranno rimborsati». Trump vedrà il presidente Enrique Peña Nieto martedì 31 gennaio e intende cominciare subito il negoziato sulla ripartizione delle spese. Quanti soldi servono? Naturalmente dipende dai progetti, Secondo le stime, per una copertura totale servirebbero almeno 14 miliardi di dollari. Una cifra importante. Il bilancio degli Stati Uniti è già appesantito da un deficit pari a cir ca 600 miliardi di dollari e da un debito pari a 20 mila miliardi. Trump, però, vuole rilanciare il Paese con grandi numeri, per esempio con un piano per le infrastrutture da 820 miliardi di dollari.
 
Il mercato finanziario concede fiducia a Trump
 
Ieri l’indice Dow Jones di Wall Street ha superato per la prima volta nella storia la soglia dei 20 mila punti, guadagnando il 9% dal 9 novembre, giorno della vittoria del candidato repubblicano. Pena Nieto si presenterà in condizioni opposte. Il suo governo è investito dalle proteste.