Trump e la May d’accordo sulla Nato: “Tutti i Paesi devono spendere di più”

Donald Trump e Thèresa May sembrano d’accordo su tutto: commercio, lotta all’Isis, persino sulla Nato. Ma c’è un grosso problema che rischia di rovinare tutto: si chiama Vladimir Putin. È un passaggio delicato: oggi Trump e il presidente russo si sentiranno per telefono. Nella Casa Bianca, all’ora di pranzo, davanti a tv e giornalisti, Trump e la premier britannica May provano a circoscrivere le differenze rispetto al Cremlino. I due leader hanno appena terminato il colloquio nello Studio Ovale. La conferenza stampa dura solo 18 minuti, ma c’è il tempo per la domanda chiave: gli Stati uniti cancelleranno le sanzioni economiche a carico della Russia? Trump risponde con insolita cautela: «Troppo presto per parlarne, non conosco Putin. Non posso garantirlo, ma penso che potremo cominciare un grande rapporto. Stati Uniti e Russia possono combattere insieme contro l’Isis, che è il vero male. Una buona relazione con la Russia, con la Cina e altri Paesi sarebbe una cosa positiva», si legge su la Stampa.
 
Trump e May, sintonia anche sulla Nato
 
Più chiara Theresa May, nell’unico momento veramente limpido della giornata: «Il Regno Unito manterrà le sanzioni finché la Russia non avrà rispettato gli impegni previsti dall’accordo di Minsk». Il primo ministro del Regno Unito si riferisce all’intesa sull’Ucraina, firmata il 5 settembre 2014 anche da Mosca e che prevede tra l’altro il monitoraggio intemazionale dei confini orientali, ancora controllati da milizie collegate ai russi, Ma naturalmente il dossier Ucraina è solo un aspetto di una questione più generale e più profonda: Putin può essere un interlocutore affidabile, addirittura un alleato? E il dubbio sistemico, strategico che tornerà oggi nelle altre conversazioni telefoniche segnate sull’agenda di Trump: con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande. L’impressione è che Trump confermerà la linea aperturista verso Putin, senza farsi condizionare dagli europei, cui concede solo un ammorbidimento dei toni sulla Nato. Theresa May ha riferito che il presidente americano «appoggia al 100% l’Alleanza atlantica», anche se chiede «giustamente», secondo la premier britannica, che «i Paesi facciano uno sforzo» per dividerne i costi economici.
 
Trump: stop ai migranti da Iraq, Iran, Somalia, Yemen, Sudan e Libia
 
In serata, Trump ha firmato due ordini esecutivi proprio su immigrazione, sicurezza e rafforzamento dell’esercito. Non sono stati ancora resi noti i dettagli. Ci si attende però il blocco dell’arrivo dei profughi dalla Siria e, probabilmente, anche da Paesi considerati a rischio terrorismo: Iraq, Iran, Somalia, Yemen, Sudan e Libia. L’altro provvedimento riguarda il potenziamento dell’arsenale militare, con più navi, aeroplani e strumenti per la difesa informatica. La linea Trump prende forma, mentre l’economia rallenta. Nel quarto trimestre del 2016 il pii statunitense è aumentato dell’1, 9%, contro le attese del 2,2% e, soprattutto, il 3,5% dei tre mesi precedenti. La crescita su base annua ora è pari all’1,6%, un passo indietro fino ai valori del 2011.