Tre anni al papà che aveva lasciato il figlio in auto per giocare a videopoker

«Sono io, qual è il problema?». Aveva risposto così ai carabinieri che in piena notte avevano chiesto, in una sala per slot machine, chi fosse il padre di quel bambino lasciato fuori, in auto, al freddo. I carabinieri della compagnia di Ostia erano entrati in azione tra le 3 e le 4 di mattia dell’8 gennaio scorso mentre Marco Alessandro Pronesti  giocava a videopoker all’interno di una sala distante un centinaio di metri dal punto in cui aveva parcheggiato la sua macchina, una Ford. Oggi quell’uomo s’è preso una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione con rito abbreviato per l’accusa di abbandono aggravato di minore.

Il videopoker? “No, volevo salutare degli amici”

L’avvocato difensore aveva chiesto al giudice in via principale la scarcerazione o comunque una misura meno afflittiva della detenzione in carcere ma il giudice ha respinto le istanze e così Pronesti resterà a Regina Coeli. Come si è detto i fatti risalgono alla notte tra l’8 e il 9 gennaio scorso. L’uomo, padre di quattro bambini, portò con sé il più piccolo dei figli per una uscita notturna. Quando fu arrestato dai carabinieri si giustificò dicendo di essersi fermato per salutare un amico facendo poi alcune partite alle macchinette. A segnalare ai carabinieri la presenza di un bambino chiuso in un’automobile parcheggiata davanti alla sala giochi fu un passante. I militari subito accorsi riuscirono a far uscire il bambino dalla macchina e portarlo poi in ospedale per controlli. 

Il bambino tremava dal freddo

A dare l’allarme era stato un passante che ha notato il bambino, ghiacciato per il freddo, che cercava di attirare l’attenzione, all’interno del veicolo. I militari avevano indicato al bimbo come aprire la portiera della macchina e poi avevano contattato il 118. Fortunatamente il bambino stava bene e dopo le cure era stato affidato alla madre.