Trasportava milioni di euro tra Italia e Romania: 33enne arrestato

Trasportava milioni di euro. E’ stato arrestato a Bucarest un 33enne italiano residente a Bucarest, Thomascristian Botoaga-Grama, accusato a Brescia di aver partecipato alla gestione di società ”cartiere” con sedi formali in Romania ed Ucraina, e di essersi recato presso istituti di credito esteri allo scopo di ”monetizzare” il denaro prelevandolo da conti correnti intestati alle società cartiere.

Su di lui un mandato di arresto europeo

Si trattava, per gli inquirenti italiani, di un vero e proprio ”trasportatore professionista” di denaro contante tra l’Italia e l’Europa dell’est. Solo per fare un esempio l’uomo era stato fermato  nel marzo 2015 dai militari della Guardia di finanza al confine italo-sloveno e trovato in possesso di oltre 145.000 euro, occultati in più tasche dei propri indumenti. Il trasporto del denaro contante avveniva ”via gomma”: in circa otto ore di viaggio venivano trasferiti diverse centinaia di migliaia di euro tra le capitali dell’est Europa e il territorio bresciano. Indagato nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Transilvania’, su di lui pendeva un mandato di arresto europeo.

Importo di 20 milioni di euro

L’indagine, curata dai militari del Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria Brescia, aveva portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Brescia nei confronti di 4 persone (3 in carcere e 1 agli arresti domiciliari). L’ipotesi di reato per la quale si procedeva era l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di reati fiscali, emissione ed annotazione di fatture fittizie ed occultamento delle scritture contabili, riciclaggio dei proventi illeciti con l’aggravante della transnazionalità del reato. L’operazione che ha interessato, oltre al territorio nazionale, la Romania, l’Ungheria e l’Ucraina, ha consentito di individuare due figure (padre e figlio) quali principali attori di un vasto ed articolato sistema fraudolento che ha portato all’accertamento di fatture false per circa 165 milioni di euro e all’individuazione di ”retrocessioni” di denaro contante per un importo complessivo stimato in circa 20 milioni di euro.