Toscana: a Saltino ci sono 38 abitanti e 102 immigrati. Lo denuncia Donzelli

«102 immigrati ammassati in un ex albergo in decadenza al Saltino, località di 38 abitanti nel comune di Reggello in provincia di Firenze. Una struttura di accoglienza che per di più è stata affidata ad un’associazione temporanea di impresa nella quale spicca la presenza grottesca, oltre ad una cooperativa di
Napoli, la Alma mater, di una pasticceria di Prato, la Plm». È quanto denuncia il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli dopo un sopralluogo effettuato oggi nelle strutture di accoglienza immigrati a Reggello, «territorio che vive sulla propria pelle la dislocazione degli immigrati del fallimentare modello toscano. Fra mura incrostate, forassiti scoperte e la mancanza del riscaldamento sostituito da stufe di fortuna abbiamo trovato una
struttura completamente inadeguata, in condizioni fatiscenti e senza norme di sicurezza accettabili – sottolinea Donzelli – lo scenario perfetto per consentire alle imprese, che guadagnano 31 euro al giorno più Iva a persona, un vero e proprio business indiscriminato. L’accoglienza, recentemente prorogata fino al 30 aprile 2017, sta garantendo così guadagni ad un’impresa la cui ragione sociale è la produzione e la vendita di dolci», aggiunge Donzelli.

Donzelli: ha fallito il “modello” toscano

«Ecco la rappresentazione perfetta del sistema messo in piedi dai governi del Partito democratico: imprese che riconvertono appositamente le proprie attività per tuffarsi nell’attività più redditizia, l’accoglienza degli immigrati. Ancora una volta abbiamo documentato una situazione inaccettabile: ragazzi provenienti da i Paesi più diversi, molti dei quali scappati dalle difficoltà economiche e non da guerre o terrorismi, che vengono illusi con l’eldorado italiano – conclude Donzelli – è l’ora di finirla con l’accoglienza senza regole che arricchisce i furbi e danneggia i cittadini: la soluzione è fermare subito gli sbarchi e imporre ai soggetti che svolgono questi servizi la rendicontazione di tutte le spese, come richiesto dalla proposta di legge taglia-business di Fratelli d’Italia».