Theresa May incontra The Donald: “Insieme possiamo guidare il mondo”

“Insieme possiamo guidare il mondo”. In questa frase lapidaria è racchiuso il messaggio inviato da Theresa May a Donald Trump a poche ore dal suo arrivo in America per la sua prima visita al nuovo presidente degli Stati Uniti. Tra i due leader è scattata da subito un’intesa a distanza forte della comunanza di posizioni m materia politica e commerciale che riduce di molto la distanza tra l’America di Trump e l’Inghilterra della Brexit, allontanando invece quest’ultima dall’Europa di Bruxelles, si legge su “la Stampa“.
 
Il ritorno della statua di Churchill voluta da Trump
 
La premier ha fatto tappa a Filadelfia dove ha parlato a leader repubblicani riuniti nella Assemblea di partito. Nella città della Pennsylvania è poi giunto lo stesso inquilino della Casa Bianca per affermare che i due Paesi «vecchi amici» devono rafforzare ancora di più i loro legami. May cerca con Trump quell’accordo «speciale», una versione rinnovata della storica «special relationship» tra i due Paesi. È la prima leader a essere ricevuta a Washington «vecchi amici» su termini fortemente economici, con Londra che si prepara a dire addio al mercato unico europeo, ma anche politici e militari. E prima di esordire dinanzi alla platea del Grand Old Party, la premier britannica ha sfidato il Parlamento di Westminster facendo presentare una proposta di legge per avviare i negoziati con l’Ue, come chiesto dal verdetto della Corte Suprema, che consta di due soli commi e ha tempi di discussione molto limitati.
 
May-Trump, c’è grande feeling
 
Un decisionismo che piace al presidente americano firmatario a sua volta di una serie di decreti esecutivi da quando si è insediato alla Casa Bianca soprattutto in materia commerciale. Tuttavia è emerso un punto di criticità tra i due leader politici, con il premier britannico May che ha annunciato che il Regno Unito potrebbe interrompere la collaborazione con le agenzie di intelligence Usa nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero adottare la tortura per ottenere informazioni negli interrogatori. «La linea del Regno Unito è molto chiara e il nostro approccio sulla tortura non è cambiato», ha detto May ai giornalisti durante il volo sull’Atlantico. Anche i due principali esponenti del partito repubblicano prendono le distanze da Trump sull’uso della tortura. Da Filadelfia, sia Paul Ryan, speaker della Camera, che Mitch McDonnell, leader della maggioranza al Senato, hanno detto di sostenere lo stato attuale della legge al riguardo, che mette al bando la tortura in Usa.