Taormina “capitale” del futurismo: in mostra 70 opere dell’avanguardia

Un 2017 sempre più internazionale per Taormina che, in attesa del G7, ospiterà un grande evento che vedrà in esposizione le più interessanti espressioni artistiche e le opere degli artisti di spicco del movimento futurista italiano. L’appuntamento è dal 10 marzo al 14 giugno, nell’ex chiesa del Carmine, con “Il Futuro sopravvenuto – Arte-azione, comunicazione e post-umano nel Futurismo”. Una mostra con 70 opere provenienti principalmente dall’archivio Futur-Ism, dalla collezione Ventura e dalla collezione Trust Aletta, alcune delle quali esposte nelle mostre storiche dell’epoca, come la Biennale di Venezia del 1930, e, dopo lo scioglimento del movimento nel 1944, in alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo, come il Centre Pompidou e il Musée d’Orsay di Parigi o il Guggenheim Museum di New York.

Mostra sul futurismo, ecco gli artisti in esposizione

Fra gli artisti in esposizione, Giacomo Balla, Gino Severini, Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Romolo Romani, Carlo Erba, Arnaldo Ginna, Carlo Carrà, Leonardo Dudreville, Mario Sironi, Arturo Ciacielli, Roberto Marcello Baldessari, Farfa, Ivo Pannaggi, Virgilio Marchi, Julius Evola, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Francesco Cangiullo, Benedetta, Fillia, Gerardo Dottori, Giulio D’Anna, Tullio Crali, Bruno Munari, Anton Giulio Bragaglia, Arturo Bragaglia, Alfredo Gauro Ambrosi, Tato, Elia Vottero, Angelo Rognoni, Riccardo Ricas e Domenico Belli.

Esposte le prime edizioni dei manifesti futuristi

La mostra, curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta, in collaborazione con Serena Dell’Aira, è patrocinata dal comune di Taormina . L’esposizione vuole concentrarsi sul momento in cui i futuristi presero coscienza di una necessaria connessione tra arte e vita (1915-1944) che collegherà anche la fine del futurismo con l’arte pop e con informale del dopoguerra. L’importante “Complesso plastico colorato di frastuono + Velocità” di Giacomo Balla, opera riprodotta anche nel Manifesto “ricostruzione dell’universo” del 1915, costituisce il nucleo principale della mostra. Nell’ex chiesa del Carmine sarà possibile ammirare anche le prime edizioni firmate del manifesto futuristi di Marinetti, abiti futuristi e un’installazione sonora con l’intona rumori di Russolo, nella cripta dell’ex chiesa, collana “Futurismo, antologia di rumori futuri” di Antonio Latanza e Daniele Lombardi.