Svolta nel giallo della donna trovata morta in casa? Sotto torchio gli amici

Potrebbe essere a una svolta il giallo milanese della donna trovata morta nel suo appartamento, alla periferia ovest del capoluogo meneghino. In queste ore, infatti, il cerchio sembra stringersi attorno agli amici della vittima, sotto torchio in queste ore di investigazioni a ridosso del delitto. Un caso che sembra tingersi sempre più di giallo, che ad ogni nuova acquisizione, ad ogni ulteriore accertamento, porta a fare i conti con circostanze davvero poco chiare. Fra tutte, il fatto che la vittima, che presentava ferite da arma da taglio sul volto, è stata trovata nel suo letto con indosso gli abiti presumibilmente scelti per andare al lavoro.

Il giallo della donna trovata morta in casa a Milano

Le indagini condotte dalla squadra mobile del capoluogo lombardo si starebbero concentrando sulle persone che la donna, impiegata in una scuola pubblica per l’infanzia, conosceva e frequentava abitualmente, escludendo quindi l’ipotesi di una rapina finita in tragedia, d’altro canto esclusa sin dalle prime ore del ritrovamento del corpo. E c’è di più: in base alla situazione fotografata dai poliziotti della scientifica sulla scena del crimine, gli indizi raccolti e le supposizioni fatte fin qui, porterebbero a ritenere che l’omicidio sia avvenuto all’interno della stessa camera da letto, escludendo quindi lo spostamento del corpo da un luogo diverso da quello del ritrovamento. A destare l’attenzione degli investigatori, infine, ci sarebbe anche il rubinetto del gas, trovato aperto da un vicino di casa che, allarmato dal forte odore, ha chiamato il 113. Un particolare, questo, emerso subito e tenuto fortemente in cosnderazione dagli inquirenti. Intanto  tra indagini scientifiche e accertamenti di stampo tradizionale, gli investigatori al lavoro sul caso hanno raccolto le prime testimonianze: tra queste, il racconto del custode dello stabile in cui la 54enne abitava, il quale avrebbe riferito agli investigatori di averla vista uscire per andare al lavoro intorno alle otto del mattino del giorno stesso in cui, poi, sarebbe avvenuto il ritrovamento del cadavere, intorno alle 18.30. Sentite anche le colleghe, però, è ormai acclarato il fatto che a scuola la donna non è mai arrivata, tanto che proprio dal suo ufficio sarebbero arrivate le prime segnalazioni di scomparsa: non riuscendo a rintracciarla, né ad avere sue notizie, hanno lanciato l’allarme. 

Il cerchio si stringe attorno ad amicizie e conoscenti

Sul fronte familiare, invece, l’ex marito della donna, originario delle isole Seichelles, risulta attualmente all’estero: una circostanza confermata dagli investigatori; dunque un suo coinvolgimento diretto sarebbe per il momento escluso, anche se le piste restano ancora tutte aperte, specie tra la cerchia delle persone che con la vittima avevano legami o rapporti abituali. Le indagini, coordinate dal pm di Milano Letizia Mannella, stanno cercando di ricostruire dunque la cerchia di rapporti e amicizie della vittima. La tesi che a commettere l’omicidio possa essere stato qualcuno che la conosceva è la più accreditata. E ieri sera, intanto, è stata perquisita l’abitazione di un uomo, anche se questa, precisano gli investigatori, al momento resta solo una delle ipotesi all’esame. E a proposito di indagini e di esami, secondo i primi rilievi effettuati dal medico legale, la donna sarebbe stata uccisa circa otto ore prima del ritrovamento. Sul volto presentava ferite lacero-contuse, sul corpo molto sangue. Si attendono tuttavia gli esiti dell’autopsia per chiarire la natura dell’oggetto con il quale sarebbe stata colpita a morte.