Sul Colosseo appare una scritta inquietante: “Morte”. Minacce o bravata?

Minacce? Bravate? Segnali tra gang? Si indaga sulle due scritte con la vernice nera rinvenute questa mattina al Colosseo dalle forze dell’ordine, dopo le segnalazioni di alcuni cittadini. Su una colonna del monumento, nel prospetto che dà su via dei Fori Imperiali, sono state trovate le scritte “morte” e “balto”. Il ritrovamento segue il gesto di due brasiliani che si sono arrampicati sui cancelli del Colosseo, intorno alle 2,44 di notte, e sono caduti all’interno. Per contrastare l’ingresso di vandali o di malintenzionati, la Soprintendenza rende noto che è allo studio un sistema d’allarme antintrusione tarato per non entrare in funzione al passaggio di gatti, gabbiani e piccioni. La Soprintendenza ha già avviato, inoltre, le procedure per un rapido restauro della parte “offesa”, un pezzo di restauro non originale, ossia non di epoca romana, ma dell’Ottocento. Al tempo stesso, è stato chiesto un incontro col prefetto e col comando interforze per migliorare il controllo della piazza. Sulla vicenda indaga il commissariato di Polizia Celio. Al vaglio in particolare le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza. Da alcuni mesi il Colosseo è oggetto di un piano di sorveglianza 24 ore su 24, con varchi controllati da contingenti delle forze dell’ordine e via del Corso sorvegliata special, suddivisa in tre sottosettori (Venezia – Chigi/ Chigi-Goldoni/ Goldoni-Piazza del Popolo), ciascuno dei quali è controllato da pattuglie delle forze dell’ordine e militari dell’esercito che stazionano in forma fissa in largo Goldoni «con visibilità e capacità d’intervento a 360 gradi».

 

Franceschini. “Un gesto grave sul Colosseo”

«Il gesto vandalico di oggi al Colosseo è un autentico sfregio a un monumento simbolo del patrimonio culturale mondiale», dichiara il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ricordando i contenuti del provvedimento del governo che introduce un sistema sanzionatorio improntato a una maggiore severità per chi commette delitti contro il patrimonio culturale. «Alla prevenzione sempre necessaria per impedire ogni danno ai beni storici, artistici e archeologici -continua Franceschini- si devono affiancare pene più severe per chi compie simili gesti, così come previsto dal disegno di legge delega approvato lo scorso 23 dicembre dal Governo che introduce, tra l’altro, specifiche fattispecie di reato per il deturpamento, il danneggiamento e l’imbrattamento di beni culturali e paesaggistici».