Strage in Quebec, arrestati 2 studenti: uno è di origini marocchine

Via via che passano le ore emergono inquietanti particolari sulla strada alla moschea di Quebec city. E così, alla notizia del fermo dei due presunti responsabili dell’eccidio, e alla smentita di un possibile, terzo soggetto in fuga, si aggiunge anche che, a quanto si apprende da Radio Canada i due attentaotri sarebbero due studenti universitari, uno dei due di origini marocchine.

Strage in Quebec, arrestati due studenti

Un particolare non confermato ma che circola in rete in queste ore, e che va ad aggiungersi ad altri drammatici dettagli sulla strage al centro islamico canadese: i media locali, allora, hanno reso noto poco fa che le sei vittime sono di età compresa tra i 35 ed i 70 anni, e che tra gli otto feriti ce ne sono alcuni in gravi condizioni. Non si eslcude, tra l’altro, che tra loro possano esserci dei bambini. Al momento dell’attacco, infatti, all’interno del Quebec Islamic Cultural Centre erano raccolti in preghiera oltre 50 fedeli: persone trasformate nel giro di pochi, terribili istanti, in bersagli umani contro cui infierire al grido di battaglia – ma anche questa sarebbe un’indiscrezione non confermata – di «Allahu Akbar».

L’agguato al grido di  “Allahu Akbar”?

In base a quanto trapela sul terribile attentato di Quebec, infatti, i due terroristi – appunto i due sospetti arrestati, studenti dell’Università Laval di Quebec City – sarebbero entrati in moschea armati e con il volto coperto, e al grido di “Allahu Akbar”, avrebbero aperto il fuoco contro i fedeli riuniti nel Centro islamico. Una dinamica riferita tra gli altri anche da Radio Canada, che ha precisato di aver ricevuto i dettagli della notizia da una fonte vicina all’inchiesta. Allora, il primo dei due assalitori è stato fermato davanti alla moschea dove aveva appena ucciso 6 persone e dove ne aveva ferite altre 8; l’altro è fuggito a bordo di un’auto per poi chiamare la polizia e consegnarsi alle autorità. E proprio a bordo del mezzo sequestrato, infine, è stata trovata almeno un’arma. Sulla scia delle varie acquisizione d’indagine, poi, gli agenti hanno perquisito l’abitazione di uno dei due dove, al momento, non si sa ancora cosa sia stato rinvenuto di utile all’indagine.