Sorpresa: Obama e la Clinton votarono per Bush a favore del Muro di confine

Sì, proprio così: nel 2006, presidente George Bush, i senatori Obama e Hillary Clinton, insieme ad altri 24 democratici, votarono in favore della realizzazione del Muro di confine tra Usa e Messico, oggi tanto criticato dalle sinistre di tutto il mondo. La costruzione del Muro in realtà fu iniziata da George Bush padre nel 1990, ed era completata da ostacoli vari e vigilanza serrata. I lavori dei primi 22 chilometri furono terminati nel 1993. Tuttavia altri tipi di barriere già esistevano ai confini dell’Arizona e del Texas. Si tenga presente che il confine Usa-Messico è lunga oltre tremila chilometri. È vero che nel 1994 Bill Clinton approvò altre operazioni di contenimento al confine col Messico, ma più che di barriere fisiche si trattava di barriere umane, fatte da poliziotti con visori notturni, mezzi terrestri ed elicotteri. Però durante la presidenza Clinton il Congresso votò l’Illegal immigration Act che autorizzava la costruzione di altre barriere fisiche. Nel 2006, presidente Bush figlio, fu votata il Secure Fence Act, con il voto appunto di Obama e Hillary, che prevedeva la costruzione di oltre mille chilometri di barriera fisica, cioè di muro. E fu realizzata, tanto che nel 2011 il presidente Obama annunciò il completamento di circa mille chilometri dell’opera.

Obama annunciò il completamento  dell’opera nel 2011

Ora Donald Trump ha promesso di costruire anche gli altri duemila chilometri, suscitando rabbia, sfottò, insulti, che però non ci furono quando le altre amministrazioni portavano avanti il progetto, progetto condiviso dalla maggior parte dei cittadini americani. Secondo dati statunitensi, tra il 1998 e il 2004 sarebbero morti duemila clandestini mentre tentavano di varcare il confine. Ma non uccisi dalla polizia, bensì dalle avverse condizioni ambientali. E solo nell’inverno 2003, ben 660mila clandestini sono stati arrestati. Come si vede, si tratta di cifre da capogiro, perché oltre ai messicani ci sono immigrati provenienti da tutto il centroamerica desiderosi di entrare negli States. States che sull’immigrazione hanno avuto sempre una linea durissima, sin dal famosissimo Immigration Act del 1924 che limitava fortemente di ingressi nel Paese. Nei decenni passati, gli Stati Uniti hanno di volta in volta inibito gli accessi a cinesi, iraniani, comunisti, ebrei rifugiati, anarchici e sieropositivi. Perché dunque tanto clamore strumentale se ora Donald Trump non fa entrare persone provenienti da Paesi dove è forte il radicalismo islamico?