Sisma, la rabbia del senatore Ceroni: “Fatemi parlare o sfascio tutto” (video)

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, poco prima del caos scatenatosi in aula aveva usato parole soffuse di cordoglio e solidarietà alle vittime, difendendo l’opera di soccorso della Protezione civile nelle zone colpite dal sisma e dalla neve in Abruzzo. «A tutti i nostri concittadini va il commosso cordoglio dell’aula del Senato», aveva concluso il premier, ma subito dopo s’è aperto il dibattito in cui non sono mancati momenti di tensioni. Come quando il senatore di Forza Italia, nonché coordinatore del Pdl nelle Marche Remigio Ceroni, ha preso la parola per denunciare i ritardi ma è stato bloccato, dopo poco, dalla presidenza di turno di Palazzo Madama perché il tempo a disposizione del suo gruppo era finito: «Ma allora io sfascio tutto e me ne vado!», ha  tuonato il senatore, che già ieri era stato molto critico sul governo.

Sisma, la denuncia dei ritardi fatta da Ceroni

«A cinque mesi dal sisma siamo al punto zero. Sulle zone colpite dal terremoto nemmeno un mattone. Ma io non  mollo – ha denunciato Ceroni – e farò sentire la mia voce fintanto che il Governo non adotterà le giuste misure di legge per tutelare e ridare vita e dignità ai miei conterranei. Le Marche sono in ginocchio. Ci sono paesi interi dove non è stato effettuato nemmeno un sopralluogo. L’intero settore agricolo dell’entroterra è abbandonato a sé stesso. Allevatori che vivono in situazioni assurde perché non hanno abbandonato il bestiame che oggi, a causa del freddo e della neve, sta morendo. Attrezzature di ricovero per il bestiame mai allestite. Tutto ciò con non poche conseguenze per tutta l’economia regionale».

Ceroni ieri aveva presentato al governo un’interrogazione che ha come oggetto proprio la “confusione” e la ” lentezza burocratica” riscontrate nell’affrontare questa emergenza.