Sindaci, Appendino prima e Raggi sempre giù. Una lezione per Grillo

Riserva sorprese interessanti la classifica dei sindaci stilata da Ipr Marketing, come ogni anno, per Il Sole 24 Ore. 

Raggi al penultimo posto

Il dato che più balza agli occhi è il primo posto in classifica per una Cinquestelle come Chiara Appendino, sindaca a Torino, cui si associa però il penultimo posto di Virginia Raggi, la prima cittadina dell Capitale su cui si concentravano le aspettative dell’elettorato grillino e di quello voglioso di novità. Appendino è seguita al secondo posto da Dario Nardella a Firenze e al terzo da un ex Cinquestelle, il transfuga Federico Pizzarotti a Parma. 

Brugnano primo tra i sindaci di centrodestra

Fa riflettere anche il fatto che il meglio piazzato dei sindaci di centrodestra sia l’indipendente primo cittadino di Venezia, Luigi Brugnano. Risale infine Luigi De Magistris a Napoli e si colloca – ancora una sorpresa – al decimo posto Clemente Mastella a Benevento. 

Il fallimento romano

Come si sa diversi fattori concorrono al gradimento dei sindaci, e ovviamente una città complessa come Roma non potrà mai vedere il proprio sindaco brillare in cima alla top ten. Ma se c’era bisogno di un’ulteriore prova dell’inadeguatezza di Virginia Raggi il sondaggio la fornisce con la nuda verità delle cifre. 

Chiara Appendino invece, che ha dato da subito l’immagine di una figura indipendente dalla “cupola” che comanda i Cinquestelle e che ha potuto usufruire dell’appoggio silenzioso dell’alta ed efficiente borghesia torinese, si gode i frutti di un protagonismo discreto. Avere lasciato tutti i riflettori a Virginia Raggi alla fine si è rivelata una mossa vincente: grazie ai guai della giunta romana il M5S è apparso come un covo di vipere, una scuola fallimentare per politici tanto presuntuosi quanto impreparati, un luogo dove si predica bene e si razzola male al pari degli altri partiti. In pratica, allora, il successo di Appendino è da ascrivere interamente a lei laddove il pollice verso che grava su Virginia Raggi è il frutto di demeriti che sono personali ma che vanno condivisi al 50% col Movimento.