Senti chi parla: Prodi critica l’Europa degli egoismi che lui ci ha “regalato”…

Romano Prodi ora cade dal pero: questa Ue non la riconosco… Strano, visto che è esattamente quella costruita con le sue idee e con le sue regole, quella che l’ex premier insieme a tanti altri compagni di “europeismo” ci propinarono con grandi annunci alla fine degli anni Novanta. con tante promesse non mantenute. Cosa succede al sogno europeo, l’Europa è morta?, chiede a Prodi il Quotidiano Nazionale. «Certo la mia Europa sì. Ma spero che la crisi la svegli. Ora possiamo solo aggiungere: preghiamo… L’augurio è di poter ancora costruire un’Europa che possa reggere, anche se non con un ruolo da leadership come speravo, il confronto con i giganti del mondo».

L’Europa è sempre più divisa, sostiene Prodi

Romano Prodi non si fa troppe illusioni sul futuro dell’Unione, sempre più divisa ormai tra interessi nazionali e chiusure politiche, con la Gran Bretagna che ha accelerato il processo di distacco deciso con il referendum. «Sono stato dispiaciuto dalla Brexit – prosegue Prodi a “Qn” – ma non stupito. Il fatto nuovo è che c’è l’incoraggiamento americano alla Brexit. Una interferenza inedita, secondo me, di poco stile. Dal punto di vista politico conta il fatto che il futuro presidente degli Stati Uniti ritenga la mossa della Gran Bretagna un fatto positivo». In Europa, continua Prodi, “dovrebbe esserci una strategia unica. Il vero problema è che, anche stavolta, difficilmente ci sarà una politica comune”. «Ci vorrebbe un leader vero – osserva infine l’ex presidente del Consiglio – che si mettesse nei panni di tutti. Chi guida una coalizione politica e una unione di Paesi si deve rendere conto degli interessi di tutti. Mi riferisco alla Merkel».

 

Critiche anche a Donald Trump

A Prodi non piace il neoprotezionismo di Donald Trump. Il mondo si è capovolto? «È un mondo in cui le leadership inseguono i propri elettori. Gli americani sono spaventati, la classe media ha paura sebbene l’economia Usa sia andata piuttosto bene negli ultimi anni. Trump è riuscito a indicare nella concorrenza messicana e cinese la grande causa di questa paura. Al contrario, è chiaro che le esportazioni hanno fatto la Cina forte e vigorosa. Finora Trump è passato da una contraddizione all’altra ma certamente le sue dichiarazioni sono state anti europee. Certo, non è che mettendo ostacoli all’arrivo dei cittadini europei in Usa si ferma il terrorismo».