Schiaffi, spinte, minacce ai piccoli: a processo a Firenze l’ultima maestra orco

Il copione, putroppo, è semplre lo stesso, cambiano (e aumentano) le piccole vittime. Di nuovo, allora, ci ritroviamo a registrare quanto accaduto nell’ennesima scuola materna, per mano dell’ennesima maestra orco, documentato dalle ultime telecamere di videosorveglianza piazzate per l’ennesima volta di nascosto e chiamate a raccontare quanto sospettato e denunciato dagli ennesimi genitori coinvolti.

Firenze, a processo l’ennesima maestra orco

Stavolta il caso si ripete a Firenze, dove alla materna Barsanti va drammaticamente l’ultima replica di quella che dovrebbe essere una normale giornata dio asilo per i piccoli utenti e dove invece le telecamere occultate e attivate dopo i dubbi e paure paventati da un gruppo di genitori registrano quanto non di dovrebbe e vorrebbe più vedere. Schiaffi, strattonamenti, rimproveri e poi minacce: «Stai attento, ti stacco un braccio». Sono alcune delle umiliazioni e dei maltrattamenti che una maestra della scuola dell’infanzia de’ Bassi-Barsanti di Firenze avrebbe inflitto per mesi ai suoi piccoli alunni, bambini dai 3 ai 5 anni. E sono queste le accuse – formulate nella dicitura giuridica abuso dei mezzi di correzione – per cui l’insegnante quarantenne, di origine calabrese, è stata citata a giudizio dai pm Giovanni Solinas e Sandro Cutrignelli. Per lei il processo si aprirà il prossimo 6 marzo davanti al Tribunale di Firenze.

Le telecamere piazzate dai carabinieri

In quella udienza, come riferisce in queste ore il Corriere Fiorentino, i genitori di cinque bambini «si costituiranno parte civile e citeranno il Ministero dell’Istruzione come responsabile civile perché risponda in caso di condanna degli eventuali risarcimenti e delle spese processuali». Intanto l’insegnante, come facilmente intuibile e prevedibile, non lavora più all’asilo di via de’ Bassi. La maestra, peraltro, era una supplente con un incarico annuale. Eppure non è riuscita a desistere da quell’inaccettabile ricorso alla violenza e all’intimidazione, all’offesa fisica e psicologica, neppure per un breve arco di tempo lavorativo. Tanto è vero che, dopo le denunce dei genitori, gli investigatori hanno nascosto diverse telecamere all’interno della scuola ed è emerso che quelle segnalazioni non erano frutto di una semplice suggestione: i maltrattamenti dei piccoli – nient’affatto occasionali, bensì sistematici – sono stati infatti perpetrati. Filmati. Monitorati in un agghiacciante diretta quotidiana.