Scenari 2017: cambia tutto, come dice Rovazzi: “Andiamo a comandare”

Archiviata in fretta la coda delle festività 2016, anno che ha portato imponenti elementi di novità, è opportuno esaminare lo scenario che si proporrà nel 2017, che sarà l’anno della svolta totale. Cambierà tutto, con certezza!

Politica estera

La Russia negli ultimi tre anni si è di nuovo imposta come potenza mondiale dopo anni di eclisse. Malgrado le politiche di Obama, ferocemente ostili a Putin, con l’operazione “conflitto in Ucraina”, sanzioni internazionali, di fatto pagate solo dai paesi dell’Unione Europea facendo aumentare l’esportazione dagli USA, il tentativo di criminalizzazione in Medio Oriente arrivate al punto di fare abbattere dalla Turchia un aereo russo sui cieli della Cina, il crollo del prezzo del petrolio determinato dal cartello saudita-americano dei paesi estrattori per mettere in crisi il bilancio russo, Putin ha vinto su tutta la linea. In Ucraina ha annesso la Crimea e controlla sostanzialmente una parte dell’Ucraina, il Donbass. Il Governo del Presidente ucraino è alle corde, senza neppure avergli tagliato le forniture di metano russo, che avrebbe messo in ginocchio, e al freddo, il paese. In Siria ha sconfitto da solo l’Isis e tenuto in piedi Assad, con prospettive di pace. Il prezzo del petrolio è risalito con previsioni di rafforzamento significativo del rublo e dei conti dello Stato. La Turchia si è riavvicinata alla Russia e sono in crisi i rapporti con gli USA. In America l’8 Novembre, contro tutti i poteri forti economico-finanziari e lo star-system, nonchè pressochè tutti i media televisivi e della carta stampata, è stato eletto Trump a furor di popolo, perchè il popolo americano alla fine è un popolo forte e decide secondo i propri sentimenti. Trump sta asfaltando tutta la nomenclatura del cosidetto establishement. I democratici non stanno accettando il risultato elettorale e con metodi subdoli stanno cercando di azzopparlo. Gli haker russi, le prestazioni sessuali, gli interessi econimici di Trump sarebbero le armi di esecuzione. Ma paradossalmente questi attacchi possono rafforzare Trump, che se non sono stati fatti errori di valutazione sulla sua personalità, li spazzerà via. Non mi sembra un Presidente per mediazioni ed ha in mente un chiaro (e non assolutamente confuso) progetto economico ed internazionale per l’America per i prossimi decenni.

La tenaglia amica Putin-Trump schiaccerà l’attuale leadership di Bruxelles in tutti i paesi dell’Unione Europea. Alle elezioni di quest’anno nei paesi europei il primo ad andarsene sarà Hollande in Francia, al cui posto l’unico dubbio è se vincerà la Destra più radicale della Le Pen o quella meno estrema del gollista Fillon; dopo di lui andrà a casa l’attuale Governo olandese di centro-sinistra ed in autunno anche la più forte di tutti, la Merkel, sostenuta attualmente da un Governo di unità nazionale democristiano-socialdemocratico CDU-SPD, avrà grandi problemi perchè l’SPD presenta un proprio candidato, Gabriel, con una proposta politica antagonista all’austerity e la Merkel non avrà più la maggioranza. Tra l’altro la crescita a due cifre del nuovo Partito della Destra tedesca, che svuota elettoralmente il CDU, sta creando movimenti interni al suo partito ostili alla ricandidatura della stessa Merkel. In Spagna ha trovato finalmente la maggioranza un Governo di centrodestra guidato da Rajoy.

Politica interna

In Italia Renzi è stato sonoramente battuto nel Referendum e è a rischio anche la sua leadership nel PD, minacciata dal gruppone dei neo-renziani che fanno capo al Ministro dei Beni Culturali Franceschini, ai cosiddetti giovani del Ministro della Giustizia Orlando e dell’Agricoltura Martina, nonchè al Presidente del Partito Nazionale Orfini. Fuori dalla porta, ad attenderlo al varco, ci sono tutti gli storici del partito, da Bersani a D’Alema, passando per il Presidente della Regione Toscana Rossi ed il Sindaco di Bari Emiliano. O Renzi viene riconfermato con un accordo interno che sostanzialmente lo incastra e lo azzoppa oppure perde la segreteria, comunque sarà totalmente indebolito e condizionato. Il Renzi-potere verrà fortemente ridimensionato a cominciare dalle prossime nomine al vertice dei grandi Enti pubblici (Ferrovie, Eni, Finmeccanica, Banche, Poste, Rai, ecc..) che gli saranno scippati dal nuovo Presidente del Consiglio, Gentiloni, che ha necessità di smarcarsi dal “giglio magico” e, perchè no, succedere a sè stesso. La mancata assegnazione delle deleghe al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e la nomina del nuovo Staff di Governo a Palazzo Chigi, che ridimensiona tutti gli uomini di Renzi, è il segnale che nel Governo “fotocopia” è cambiato qualcosa: il timoniere. Ed è noto che gli Italiani corrono sempre in soccorso del vincitore e mai del vinto, come diceva sempre Ennio Flaiano, ed è tutto un “riposizionarsi” ai vertici delle burocrazie nei Ministeri e negli Enti, anche nelle Aziende private con sponda pubblica, a cominciare dalle Banche. Mi raccontava qualche giorno fa un alto Dirigente della Rai che fino a pochi giorni fa, lì dentro, erano tutti renziani; dal 5 dicembre, dopo il Referendum, sono tutti critici con Renzi e molti fanno finta di non averlo mai conosciuto.

Il Movimento 5 Stelle dimostra tutta la sua incompetenza ed i suoi limiti, non solo a Roma dove ha già fatto un disastro (no alle Olimpiadi, no alla terza linea della Metropolitana, no alle opere pubbliche, no ai grandi investimenti) senza nulla di positivo, neppure riparare le strade e smaltire i rifiuti o riscaldare bene le scuole. L’unica proposta è 18 milioni di euro di investimento per le periferie, che a Roma è meno di un milione di euro per quartiere, cioè rifare qualche strada e qualche scuola, su due milioni di abitanti una cosa impercettibile. Ma soprattutto le decisioni maldestre, dalla lotta alla corruzione (il nuovo codice etico dei 5 Stelle sostanzialmente permette di salvare i loro amministratori inquisiti fino a sentenza, esattamente quanto hanno sostenuto il più delle volte centrodestra e centrosinistra fino ad ora, nonchè l’operazione Parlamento Europeo, l’uscita dal Gruppo degli euroscettici di Farrage, la tentata adesione al Gruppo dei super-europeisti estremi dell’Alde, il “respingimento” e il rientro a testa bassa da dove erano venuti, tra l’altro perdendo i vertici delle Commissioni che detenevano. “Moto meschino a seppia”, cioè tre passi indietro, spargendo nero di seppia! La colpa è sempre degli altri, i giornali ostili, i poteri forti, l’establishement, gli avversari corrotti. Non è che loro siano incapaci ed incompetenti e non abbiano classe dirigente? Assolutamente no, queste sono manipolazioni e “fuck news” (traduzione letterale: notizie a cazzo !). Può un comico in servizio permanente effettivo guidare un Partito e poi una Nazione ? Assolutamente no, può solo fare spettacolo e guidare un movimento emotivo (e più che giustificato) di opinione pubblica arrabbiata. Può essere solo distruttivo, portare scomposizione e grande confusione tra gli altri Partiti, ma non costruire un progetto di Governo reale.

Sulla distruzione e sulla ricomposizione il centrodestra ha campo libero, solo che ne abbia coscienza, senso di responsabilità e voglia. Ce la deve avere, ed avere la responsabilità di federarsi ed articolarsi per conquistare il consenso. L’ultimo sondaggio (oggi i sondaggi non sono veritieri, come hanno ampiamente dimostrato la Brexit, l’elezione di Trump e le ultime elezioni politiche nei vari paesi europei) ma registrano solo la tendenza e non la quantità. Comunque uno degli Istituti più seri ha dato il centrodestra unito ad oltre il 34% , il PD a poco più del 31%, il NCD al 3,8% , il 5 Stelle al 27,5-28,5%. La nuova legge elettorale, necessaria per votare, non potrò essere pronta prima della tarda primavera, il 27 e 28 Maggio si svolgerà a Taormina il vertice, previsto da tempo, del G7, i paesi più industrializzati del mondo e saranno presenti Capi di Stato e rappresentanze istituzionali di 60 Nazioni. E’ pensabile che in Italia sia in corso la campagna elettorale e/o non ci sia un Governo nei pieni poteri a riceverli? Da escludere. I Parlamentari in carica di tutti i Gruppi, deputati e senatori dei 5 Stelle in prima fila, stanno facendo carte false per arrivare ad uno scioglimento del Parlamento dopo il 15 settembre per conseguire al diritto al vitalizio dopo i fatidici 4 anni e 6 mesi di legislatura. Faranno melina su tutti i provvedimenti all’esame delle Commissioni parlamentari. Poi scatta la finanziaria 2018 che va in discussione dal primo di ottobre e anche lì non è pensabile non avere una legge ordinaria di spesa in un periodo di crisi e di turbolenza economica come l’attuale. Quindi si potrebbe votare a fine novembre-inizio dicembre come è successo anche quest’anno per il referendum.

Ma che senso ha, se comunque l’attuale legislatura termina il 24 febbraio 2018 e occorre indire le elezioni al massimo entro 90 giorni da quella data? Saranno le circostanze occasionali del momento a stabilire la data certa delle elezioni politiche, ma il cronoprogramma non si scosterà molto da questo. Nel frattempo il centrodestra in sintonia con Trump e Putin può stravincere come nel 2008, purchè abbia giudizio e i leader tengano un profilo non personalistico. Il popolo italiano aspetta questo e un progetto forte di rinascita per il nostro Paese, che archivi definitivamente migrazione indiscriminata, insicurezza e criminalità diffusa, il disordine nelle città, regole legislative semplici e non soffocanti, politiche economiche diverse senza discriminazioni dei Paesi del Sud Europa, detassazione per determinare ripresa economica, investimenti, sviluppo e nuova occupazione. La Destra fa bene a rivendicare consultazioni popolari per decidere maggioranze chiare e un governo investito dalla volontà popolare. Ma realisticamente dobbiamo lavorare sull’anno che abbiamo davanti per determinare le condizioni e il progetto che può realmente cambiare l’Italia. Lo dobbiamo alla nostra storia e ai nostri giovani.