Rogo, Forza Italia lanciò l’allarme: «Qualcuno ha un morto sulla coscienza»

Il rogo di Sesto Fiorentino con la morte di un immigrato è l’ennesima tragedia, in parte annunciata. «Nella scorsa primavera tentammo di visitare quella fabbrica abbandonata abitata da centinaia di migranti. Un grigio stabilimento, non certo abitabile, con condizioni igienico-sanitarie precarie. Una sorta di limbo dove tutti sapevano, istituzioni comprese, ma nessuno faceva nulla. Una sorta di realtà surreale dove si faceva finta che lo stabilimento fosse vuoto». Il j’accuse è  del pratese Giorgio Silli, responsabile nazionale immigrazione di Forza Italia, che conosce bene la situazione dell’ex mobilificio Aiazzone di Sesto Fiorentino, alle porte di Firenze, occupato abusivamente da un’ottantina di somali, dove è morto un migrante.

Rogo, Silli: una tragedia annunciata

«Allora tentammo di entrare, insieme alla candidata sindaco Mariolina Tauriello ma fummo letteralmente aggrediti, presi a sassate – prosegue Silli  – gli abitanti dello stabilimento vennero avanti con fare minaccioso fregandosene delle forze dell’ordine che ci stavano accompagnando, dileggiando i distintivi che gli agenti in borghese mostrarono». A niente sono valsi, dunque, i tentativi di fare chiarezza sulla situazione a rischio, dovuta alla politica, questa sì xenofoba, dell’accoglienza a tutti i costi, anche quando le condizioni di vita degli “accolti” sono impossibili.

La denuncia inascoltata

«Sarebbe dovuto succedere. Un incendio, un morto, alcuni intossicati e avrebbero potuto essere di più – scrive Silli in una nota – sono le persone che adesso sono senza tetto e la stragrande maggioranza di queste non ha titolo di soggiorno. Adesso probabilmente qualcuno si sveglierà, ammetterà che in quello stabilimento c’erano dei migranti, dirà che “non avevano altro posto dove andare”. Di fatto c’è un morto che le istituzioni della zona avranno sulla coscienza». E pensare che sarebbe bastata un’ordinanza del sindaco per obbligare il proprietario dell’immobile a murare porte e finestre ed evitare l’ennesima tragedia – è l’amara conclusione dell’esponente forzista – noi lo avevamo proposto mesi fa, attendiamo di sapere il perchè non è stato fatto.