Rigopiano, il ventre della montagna restituisce ancora un corpo: un uomo

Si scava senza sosta. A mani nude e con qualunque mezzo a disposizione. Con la forze della disperazione e della speranza: la speranza che quell’effetto igloo creato dalla bolla d’aria permetta di trovare altre vite da salvare, da restituire all’affetto dei propri cari. Pazienti e amici aspettano ancora nel pronto soccoroso dell’ospedale di Pescara, in attesa di veder arrivare un congiunto, di poter scorgere finalmente uno spiraglio di luce in fondo al tunnel di buio e di silenzio che ormai da tre giorni avvolge la sorte di chi ancora è risucchiato nel ventre dell’hotel alle pendici del Gran Sasso. E una notizia irrompe invece, seminando sgomento e terrore tra la gente assiepata dentro e fuori gli spazi del nosocomio pescarese: dalle fauci della montagna è stato estratto ancora un corpo senza vita, ed è quello di un uomo. Sale così a cinque il numero delle vittime della tragedia del resort, mentre sono nove i sopravvissuti estratti vivi nelle ultime 24 ore. Vediamo allora, riassunta per punti, gli aggiornamenti sulla situazione dell’Hotel Rigopiano, che da ieri alterna gioia e dolore, speranza di vita e inesorabilità della morte.

Rigopiano, il ventre della montagna restituisce ancora un corpo

1) Nove persone estratte vive e 5 morti: così si aggiorna il bollettino della tragedia di Rigopiano, il resort risucchiato nel ventre della montagna dalla valanga di mercoledì scorso. Il lavoro dei soccorritori è continuato per tutta la notte: sulla massa di neve hanno operato 40 tecnici del Cnsas, a fianco di Sagf (Soccorso Alpino Gfd), Vigili del Fuoco e militari. Mancherebbero quindi all’appello circa una ventina di persone, ancora intrappolate sotto la neve e le macerie dell’hotel Rigopiano.

2) Bollettino medico: stanno bene gli ultimi superstiti salvati dalle macerie. «Stanno bene. Hanno tutti accanto un loro familiare e hanno anche un supporto psicologico da parte della nostra struttura»m ha rassicurato Rossano Di Luzio del Presidio Ospedaliero di Pescara, facendo il punto sulle condizioni di salute delle ultime persone recuperate dall’hotel Rigopiano.

3) Notte tranquilla per i 4 bambini salvati ieri. E per fortuna, anche per i 4 bambini presenti nella struttura e salvati ieri dai vigili del fuoco, quella appena trascorsa è stata una notte tranquilla: lo ha confermato Rossano Di Luzio, dell’ospedale di Pescara, che facendo il punto sulle condizioni dei superstiti della tragedia di mercoledì scorso ha ribadito: «I bambini stanno bene».

4) Un paziente in sala operatoria per un intervento al braccio. Le condizioni cliniche dei 4 bambini e 5 adulti sopravvissuti alla slavina che ha travolto l’Hotel Rigopiano e ricoverati all’ospedale diPescara «sono buone. Solo un paziente è attualmente in sala operatoria per un intervento chirurgico all’arto superiore». A riferirlo, il bollettino diffuso dalla struttura.

5) Nessun ferito coinvolto nella tragedia dell’albergo Rigopiano di Farindola è stato trasferito finora all’ospedale San Salvatore di L’Aquila. Il presidio ospedaliero di riferimento, per il ricovero e l’assistenza dei feriti, è quello di Pescara, ma l’ospedale dell’Aquila «resta comunque allertato – fanno sapere dalla Asl 1 Abruzzo – e pronto a intervenire in caso di necessità. La Rianimazione del San Salvatore, già dalla giornata di ieri, ha messo a disposizione dei posti letto per accogliere eventuali feriti«.

6) E arriva anche il post su facebook del cuoco che ha dato l’allarme della valanga. È stato il primo a dare l’allarme e oggi, il primo delle persone coinvolte dal dramma della slavina, a ringraziare chi da tre giorni si adopera per soccorrere e salvare chi è ancora sotto le macerie e la neve della struttura rasa al suolo. «Grazie di cuore a tutti, un abbraccio», ha scritto allora su Facebook Giampiero Parete, il cuoco scampato miracolosamente alla slavina che mercoledì ha travolto l’hotel Rigopiano, dove era in vacanza con la famiglia. I figli di Parete, Gianfilippo e Ludovica, e la moglie Adriana, sono stati estratti vivi dalle macerie dai vigili del fuoco.

7) Torna la speranza nel Salernitano. Si è riaccesa la speranza a Valva, piccolo comune del Salernitano del quale è originario Stefano Feniello, assieme alla fidanzata Francesca Bronzi tra i dispersi ell’hotel Rigopiano. Nella tarda serata di ieri è iniziata a circolare in paese la notizia che Stefano e la fidanzata sarebbero ancora vivi e sarebbero stati individuati sotto le macerie del resort. «Ho sentito poco fa il padre, che si trova lì sul posto, e mi ha spiegato che sono in attesa», ha raccontato il sindaco di Valva, Vito Falcone, che ha parlato di «un’ondata di buonumore e di speranza che ha inondato la nostra comunità»  quando si è appresa la notizia. Per ora manca una conferma ufficiale e resta la prudenza «finché non ci sarà l’esito finale, che è quello che tutti noi auspichiamo», ha aggiunto il primo cittadino. E a Pescara, oltre al padre, si è recato uno dei due fratelli di Stefano che vive a Valva. Stefano Feniello si è trasferito nei primi anni 2000 in provincia di Teramo, ma gran parte della sua numerosa famiglia vive ancora nel piccolo comune dell’Alta Valle del Sele e nei comuni vicini.

E intanto all’ospedale di Pescara si resta in attsa che arrivani altri paziente da soccorrere e accogliere.